13:07 27 Ottobre 2020
Scienza e tech
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Il principale autore principale del nuovo studio che lo attesta ha osservato che non ci sono attualmente "candidati minacciosi di supernova " nei pressi della "distanza minima di sicurezza" del nostro pianeta.

Un'estinzione di massa che ha portato alla scomparsa di circa il 70% delle specie di invertebrati terrestri durante il tardo periodo devoniano, circa 358 milioni di anni fa, potrebbe essere stata causata da un evento catastrofico da qualche parte nello spazio profondo, lontano dal nostro pianeta, riferisce WordsSideKick.com.

Secondo il portale, un nuovo studio focalizzato sugli indizi lasciati nelle spore di piante fossilizzate, risalenti al punto di confine dei periodi devoniano e carbonifero, che mostrano segni di danni da luce ultravioletta, suggerisce che qualcosa abbia causato all'epoca un'interruzione a lungo termine dello strato di ozono terrestre.

E poiché le prove nella documentazione geologica nel periodo di tempo in questione apparentemente "non potevano collegare chiaramente l'esaurimento dell'ozono" a qualche calamità generata dalla Terra stessa, come l'attività vulcanica o il cambiamento climatico, un nuovo studio ora propone che una o più esplosioni di supernova nel raggio di 65 anni luce del nostro pianeta potrebbero aver causato questo mutamento.

Come nota il media, la luce ultravioletta, i raggi X e gamma emessi da una stella quando diventa una supernova situata sufficientemente vicino alla Terra possono "distruggere lo strato di ozono", esponendo la vita sulla superficie terrestre a radiazione solare "non filtrata".

Ma mentre l'autore principale del nuovo studio Brian Fields, professore del Dipartimento di Astronomia presso l'Università dell'Illinois Urbana-Champaign, ha osservato che questo danno è relativamente di breve durata e "dopo un decennio, la Terra ripristina il suo strato di ozono", ha anche fatto presente al portale che questa è solo una prima fase del danno che una supernova abbastanza vicina può infliggere.

"Più tardi, l'esplosione della supernova si riverbera nel sistema solare. L'esplosione agisce come un acceleratore di particelle e la Terra è bagnata da un'intensa pioggia di particelle ad alta energia", ha detto Fields. "Queste danneggeranno la vita e i raggi cosmici rimarranno per molte migliaia di anni, fino a 100.000".

Lo scienziato ha anche affermato di essere "lieto di riferire che nessun candidato minaccioso di supernova si trova vicino alla 'distanza di sicurezza minima'".

Tags:
Scienza e Tecnica, Spazio, Astronomia
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