03:06 23 Ottobre 2020
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Il vaccino italiano da oggi sperimentato su 90 volontari scelti tra migliaia di candidati che si sono presentati allo Spallanzani. Entro fine anno si potrebbe passare alle fasi 2 e 3.

Avviata all’Istituto nazionale malattie infettive (INMI) la sperimentazione sull’uomo del vaccino italiano contro Sars-Cov-2. La sperimentazione di GRAd-COV2 è una realizzazione, produzione e brevetto della società biotecnologica italiana ReiThera.

Alla somministrazione della prima dose non hanno voluto mancare il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’assessore alla Sanità regionale Alessio D’Amato.

Il primo volontario si è presentato alle ore 8.30 per ricevere la prima iniezione intramuscolare della dose di vaccino. Con questo atto è iniziato “l’iter che lo porterà nei prossimi mesi a sottoporsi a una serie di ravvicinati controlli periodici che serviranno ai ricercatori per verificare la sicurezza e la tollerabilità del vaccino, nonché eventuali effetti collaterali”, scrive la Regione Lazio in un comunicato stampa.

La sperimentazione è stata messa a punto da un gruppo di ricercatori e clinici dello Spallanzani in collaborazione con ReiThera. Sono 90 i volontari selezionati su migliaia di persone che hanno risposto alla chiamata dell’Inmi.

I volontari sono stati suddivisi per età in due gruppi di 45, con età compresa tra i 18 e i 55 anni il primo gruppo e di età superiore ai 65 anni il secondo gruppo.

A loro volta i due gruppi sono stati suddivisi in tre sottogruppi da 15 persone e a ciascun gruppo verrà somministrato un diverso dosaggio “del preparato vaccinale”.

Non tutta la sperimentazione avrà luogo all’Inmi, “una parte della sperimentazione sarà effettuata presso il Centro Ricerche Cliniche - Policlinico G.B. Rossi di Verona”.

Fase 2 e 3 entro fine anno, se tutto va bene

Se la Fase 1 dovesse restituire i risultati sperati, entro la fine del 2020 partiranno le fasi 2 e 3 che saranno condotte su di un più ampio campione di volontari. Tali fasi successive saranno condotte non solo in Italia, ma anche “in paesi dove la circolazione del virus è più attiva”.

La collaborazione Miur, Regione Lazio e Cnr

“Quella di oggi è una tappa importante di un percorso iniziato nello scorso marzo, grazie all’impegno del Ministero della Ricerca Scientifica e della Regione Lazio che, d’intesa con il Ministero della Salute, hanno deciso di finanziare il progetto con 8 milioni di euro (di cui 5 a carico della Regione e 3 del Mur), individuando nell’INMI “Lazzaro Spallanzani” di Roma e nel Consiglio Nazionale delle Ricerche i partner operativi per la realizzazione della sperimentazione.”

Le prime fasi test superate dal vaccino italiano

Il vaccino italiano ha superato le fasi test sia in vitro che in vivo su modelli animali. In queste fasi si è avuta una forte risposta immunitaria indotta dal vaccino e buono è stato anche il profilo di sicurezza.
Il vaccino italiano ha così ottenuto l’approvazione sperimentale sull’uomo da parte dell’Istituto superiore i sanità e da parte dell’Agenzia italiana del farmaco e del Comitato etico nazionale istituito per l’emergenza Covid-19.

Come funziona il vaccino italiano GRAd-COV2?

Il vaccino italiano GRAd-COV2 usa la tecnologia del “vettore adenovirale non-replicativo”, che non è capace di produrre infezione nell’uomo spiega la Regione Lazio nel comunicato.

In pratica il vaccino agisce come un cavallo di Troia, “che induce transitoriamente l’espressione della proteina spike (S) nelle cellule umane.”

“Questa proteina è la ‘chiave’ attraverso la quale il coronavirus, legandosi ai recettori ACE2 presenti all’esterno delle cellule polmonari, riesce a penetrare ed a replicarsi all’interno dell’organismo umano. La presenza della proteina estranea innesca la risposta del sistema immunitario contro il virus.”

In precedenza il ministero della Salute russo aveva registrato il primo vaccino al mondo contro il Covid-19, la malattia provocata dal nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Il farmaco è stato sviluppato dagli scienziati del Centro Gamaleya con il sostegno del Fondo russo per gli investimenti diretti.

Il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti Kirill Dmitriev ha riferito che per il vaccino russo sono pervenute richieste d'acquisto da più di 20 Paesi. Allo stesso tempo ha osservato che la Russia ha concordato la produzione del vaccino in cinque Paesi. Secondo Dmitriev, le capacità disponibili consentono di produrre 500 milioni di dosi all'anno.

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