22:10 21 Settembre 2020
Scienza e tech
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L'Overshoot Day, il giorno dell'anno che indica l'esaurimento delle risorse terrestri da parte dell'uomo, quest'anno giunge un mese più tardi rispetto al 2019. Merito dei lockdown imposti in varie parti del pianeta ma il dato è da considerarsi appunto frutto di una contingenza e non di un'adeguata gestione del problema.

L'Overshoot Day, il giorno dell'anno calcolato dal Global Footprint Network nel quale l'essere umano ufficialmente in debito con gli ecosistemi naturali per le risorse consumate, quest'anno arriva il 22 agosto.

Il dato in sé è incoraggiante: la scadenza giunge infatti più di un mese dopo rispetto all'anno scorso, quando era caduta il 19 luglio. Era inoltre da 15 anni che l'Overshoot Day non si presentava così tardi: nel 2005 fu registrato il 25 agosto.

Il fatto va però contestualizzato al periodo particolare che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo: a favorirlo i vari lockdown causati dalla pandemia di coronavirus che, bloccando le persone a casa, hanno mandato a picco i consumi in tutto il mondo. 

Il mese guadagnato sul nostro sfruttamento del pianeta è quindi solo un effetto del coronavirus, che aveva già contribuito a purificare l'aria. Potrebbe essere vanificato già il prossimo anno, se non interveniamo sul nostro modo di produrre, distribuire e consumare.

Coronavirus nel mondo

Nel mondo, secondo gli ultimi dati, oltre 23 milioni di persone sono state contagiate dal nuovo coronavirus, di cui poco più di 800mila sono decedute e circa 15,8 milioni sono guarite.

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