03:16 03 Dicembre 2020
Scienza e tech
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È passato il 16 agosto sopra l’Oceano Indiano a meno di 3mila km e senza impattare contro la Terra. È l’asteroide 2020 QG, grande appena quanto un furgoncino ma che ha battuto tutti i record di avvicinamento al nostro pianeta.

Non si è schiantato e trasformato in una luminosissima palla di fuoco perché, pur sfiorandoci letteralmente, la sua rotta non era di collisione. Per gli astronomi è stata una ghiotta occasione perché osservandolo hanno potuto ammirare un fenomeno raro – la forza di gravità del nostro pianeta che piega la traiettoria di un altro corpo celeste.

GQ 2020 è passato domenica scorsa a soli 2.950 chilometri sopra l’Oceano Indiano e letteralmente per un soffio non ha impattato. Secondo la NASA, essendo le sue dimensioni piuttosto modeste – tra i 3 e i 6 metri, se anche fosse stato catturato dalla nostra orbita non avrebbe comunque potuto fare grandi danni perché si sarebbe distrutto all’impatto in atmosfera trasformandosi in una enorme palla di fuoco.

Rispetto a tutti gli altri NEA (Near Earth Asteroids – asteroidi vicini alla Terra), 2020 GQ è passato ad una distanza molto minore. Solitamente questi oggetti celesti gli scienziati li vedono passare a distanze maggiori della Luna (oltre 380mila chilometri).

"È davvero bello vedere un piccolo asteroide avvicinarsi così tanto, perché possiamo vedere la gravità della Terra piegare drasticamente la sua traiettoria. I nostri calcoli mostrano che questo asteroide è stato deviato di 45 gradi o giù di lì mentre è transitato", ha detto Paul Chodas , direttore del Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA nel sud della California.

L'asteroide è stato immortalato grazie al Zwicky Transient Facility, un rilevamento astronomico del cielo a largo campo che utilizza una nuova fotocamera collegata al telescopio Samuel Oschin presso l'Osservatorio Palomar in California.

Asteroidi delle dimensioni del QG del 2020 passano vicino alla Terra in media solo poche volte all'anno, ha detto la NASA.

"È piuttosto un risultato trovare questi minuscoli asteroidi ravvicinati, in primo luogo perché passano così velocemente. Di solito c'è solo una breve finestra di un paio di giorni prima o dopo il passaggio ravvicinato quando questi piccoli corpi celesti sono abbastanza vicini alla Terra da essere visibili, ma non così tanto da muoversi troppo velocemente nel cielo da non poter essere seguiti col telescopio”, ha detto Chodas.

Nel 2005, la NASA è stata incaricata dal Congresso degli Stati Uniti di trovare il 90% degli asteroidi vicini alla Terra che misurano minimo 460 piedi (140 metri) o più grandi. Il timore di un loro impatto sulla Terra ha spinto alla necessità di rilevarli finché sono ancora lontani dal nostro pianeta.

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