13:44 27 Ottobre 2020
Scienza e tech
URL abbreviato
0 0 0
Seguici su

Nel 2015, un team guidato dall'ingegnere oceanico Brennan Phillips ha fatto una scoperta inaspettata durante una spedizione presso il Kavachi, un vulcano sottomarino attivo a sud delle Isole Salomone. I ricercatori si sono imbattuti con loro sorpresa in orde di squali e pesci martello che nuotavano pacificamente all'interno del cratere esplosivo.

Secondo il recente documentario di National Geographic 'Sharkcano', gli scienziati potrebbero aver trovato la chiave per risolvere un mistero duraturo riguardo l'esistenza degli squali all'interno di uno dei vulcani sottomarini più attivi del mondo.

Parlando al programma australiano '9News', il dottor Michael Heithaus, un ecologo marino che ha preso parte alla ricerca studiando l'attrazione degli squali per i vulcani, ha spiegato che questi animali predatori sono in grado di sopravvivere in un cratere attivo a 18 metri sotto la superficie del Kavachi grazie a degli organi di senso presenti sul muso, le cosiddette 'Ampolle di Lorenzini'. Il ricercatore sostiene che è questo misterioso "sesto senso" che può aiutarli a rilevare i cambiamenti nel campo magnetico del nostro pianeta e quindi lasciare il posto in cui si trovano prima di eventuali eruzioni.

"Ciò dimostra quanto siano adattabili gli squali", spiega il professor Heithaus del Dipartimento di scienze biologiche della Florida International University. “Gli ambienti estremi sono qualcosa che possono chiaramente gestire; che sia un vulcano o che si tratti di sopravvivere a migliaia di metri sott'acqua”.

"Sembrava che gli squali del vulcano fossero abituati ad affrontare le eruzioni", ha detto il ricercatore. "Si potrebbe pensare che ciò sia pericoloso, ma gli studi ci hanno dimostrato che possono rilevare uragani e cicloni in avvicinamento, quindi potrebbero essere in grado di fare altrettanto quando sta per accadere qualcosa di brutto e allontanarsi".

Secondo il professore, il legame tra squali e vulcani era evidente nonostante la ricerca fosse ancora in corso. Tuttavia, Heithaus non era ancora in grado di dire con certezza perché gli squali fossero così attratti da un punto quasi in ebollizione.

“In realtà non si sa ancora perché siano lì. Potrebbe essere per qualcosa che ha a che fare con la riproduzione, o chissà cos'altro ci sia lì dentro... forse stanno solo fiutando un pasto”, ha aggiunto.

Gli squali della barriera corallina e i pesci martello sono stati avvistati per la prima volta nel vulcano Kavachi nel 2015, durante una spedizione di una squadra guidata dal dottor Brennan Phillips. I ricercatori non si aspettavano di vedere nulla a parte qualche piccola forma di vita marina, quindi essersi imbattuti in squali che nuotavano attraverso la caldera è stato uno shock.

Il professor Heithaus, che ha studiato gli squali negli ultimi 25 anni, ha continuato la sua ricerca sulle abitudini di questi tenaci predatori sulle rive dell'isola di Réunion, che ospita un vulcano a scudo attivo, il Piton de la Fournaise. Gli squali vivono lì in abbondanza, rendendo pericolosa la balneazione, come testimoniato da una serie di morti.

Secondo Heithaus, è lo stato "torbido" delle acque vicino al pendio del vulcano che in realtà potrebbe spiegare perché questo posto è così attraente per i cacciatori oceanici "intelligenti". Probabilmente si sentono anche più al sicuro lì grazie all'assenza di pesca su larga scala, osserva il ricercatore, che inoltre chiede retoricamente "a chi non piace una vasca idromassaggio?"

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook