09:37 03 Dicembre 2020
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Non tutti sanno che mentre gli scienziati studiano come introdurre in Europa centrale la sequoia, in molti parchi italiani esistono già esemplari secolari di questa specie.

Un gruppo internazionale di scienziati sta testando sperimentalmente la capacità di uno dei più antichi e imponenti alberi del pianeta, la sequoia, di adattarsi alle condizioni climatiche della moderna Europa occidentale.

Come hanno spiegato i ricercatori, la scelta della sequoia è dettata dalle sue proprietà uniche: la pianta cresce rapidamente, il suo legno non si presta alla decomposizione e la corteccia praticamente non brucia. Il rapporto dell'esperimento è stato pubblicato sulla rivista internazionale Springer Nature.

Secondo gli autori dello studio, a causa delle sue proprietà uniche, la sequoia è molto promettente per l'industria forestale, ma la sua termofilia ha finora impedito la diffusa distribuzione di piantagioni di sequoia al di fuori del suo habitat naturale - la costa del Pacifico degli Stati Uniti.

Per testare la capacità delle sequoie di adattarsi agli habitat più duri rispetto a quelli della California, gli scienziati hanno condotto un esperimento su come coltivare queste piante in camere climatiche di laboratorio che simulano temperatura, luce e umidità in inverno in alcune zone della Germania.

Secondo Konstantin Krutovsky, professore all'Università di Gottinga, capo del laboratorio di genomica forestale presso l'Università Federale Siberiana, l'esperimento ha dimostrato che è possibile selezionare genotipi di sequoie che potrebbero adattarsi all’habitat europeo.

“Abbiamo studiato il comportamento dei cloni di sequoia con diversi genotipi sotto l'influenza delle basse temperature: abbiamo sequenziato l'RNA totale e studiato l'espressione differenziale", ha detto Krutovsky.

Il professore ha osservato che nel processo di ricerca, gli scienziati dell'Università di Gottinga hanno ottenuto una vasta gamma di dati genomici, in collaborazione con il personale del centro del supercomputer dell'Università Federale Siberiana.

Secondo l'esperto, a causa del riscaldamento globale, sempre più aree in Europa e forse anche in Russia potrebbero diventare adatte alla sequoia, soprattutto se è possibile selezionare cloni resistenti al gelo.

La sequoia può riprodursi attivamente e vegetativamente: nuovi alberi crescono dalle radici e da ceppi di alberi abbattuti e morti. Ciò semplifica la propagazione dei genotipi e cloni di sequoia.

"Le sequoie sono fossili viventi che occupavano un vasto territorio decine di milioni di anni prima dei dinosauri. Sono uno degli organismi più grandi, più alti e più longevi del nostro pianeta - a un'altezza di oltre cento metri, possono pesare più di mille tonnellate e le più vecchie sequoie viventi hanno più di duemila anni ", ha osservato l'esperto.

Non tutti sanno che mentre gli scienziati studiano come introdurre in Europa centrale la sequoia, in molti parchi italiani esistono già esemplari secolari di questa specie, importati e messi a dimora a metà dell’800. Gli esemplari meglio sviluppati appartengono alla specie sequoia sempervirens e vennero messi a dimora fra il 1845 ed il 1848, al Parco Burcina nel biellese (Piemonte), all’Arboreto Siemoni in Casentino (Toscana), nei parchi del Castel di Sammezzano a Reggello (FI) e di Villa Serra a Comago (GE). Per ovvi motivi non si tratta tuttavia ancora di esemplari 'millenari'.

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