00:37 20 Ottobre 2020
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Gli scienziati hanno appurato che ci si può sbarazzare dei capelli bianchi in maniera naturale. Di queste trasformazioni si era a conoscenza anche in passato, ma i casi erano isolati. Tuttavia, a giudicare dagli ultimi studi, di fatto qualsiasi soggetto affetto da canizie precoce sarebbe in grado di invertire il processo.

Oggi gli esperti stanno tentando di capire come funzioni questo meccanismo.

A tutti vengono i capelli bianchi

Solitamente i capelli bianchi cominciano a presentarsi dopo i 35 anni, tuttavia molto dipende dalla predisposizione genetica e dal sesso. Infatti, nelle donne la canizie si presenta più tardi rispetto che negli uomini, mentre gli europei possono avere i primi capelli bianchi circa 20 anni prima degli africani e degli asiatici. Tuttavia, tra i 45 e i 65 anni praticamente tutti hanno capelli bianchi. Stando ai ricercatori, nel 74% dei soggetti di quest’età i capelli bianchi occupano circa un terzo della testa.

La spiegazione più diffusa del fenomeno è l’invecchiamento. Si ritiene che con l’età i capelli perdano il loro colore per via dell’esaurimento dei follicoli piliferi o, più precisamente, della morte dei melanociti in essi contenuti, ossia le cellule che producono due pigmenti, l’eumelanina e la feomelanina. Proprio da questi dipende il colore dei capelli di un individuo.

Talvolta i capelli bianchi sono legati allo stato di salute o allo stress.

Ad esempio, è stato dimostrato che una carenza da vitamina B12, la vitiligine (mancata pigmentazione di singole aree cutanee) e le patologie della tiroide possono contribuire alla formazione di capelli bianchi. Inoltre, il processo può essere accelerato da inibizioni dell’immunità adattativa.

Già negli anni ’80 i biologi hanno appurato che, se nell’utero materno i cuccioli di cavie venivano infettati con il virus della leucemia murina, dopo la nascita a questi comparivano più velocemente peli bianchi. Ciò significa che i problemi di pigmentazione sono in qualche modo legati all’immunità adattativa, ma non si sapeva di preciso come.

Solamente nel 2018 dei ricercatori statunitensi hanno scoperto che la proteina MITF, che regola la produzione di melanina nei melanociti, è anch’essa correlata ai geni responsabili del sistema immunitario. Negli esperimenti condotti su cavie nei cui melanociti era assente questa proteina veniva sintetizzato un numero eccessivo di interferoni. Queste sostanze innescano la risposta immunitaria quando nella cellula entra un virus. Una loro eccedenza inibisce la produzione dei melanociti e, di conseguenza, nelle cavie sono comparsi peli bianchi.

Stress

Nonostante lo scetticismo di alcuni esperti, gli scienziati hanno descritto alcuni casi in cui i capelli diventavano bianchi in una sola notte. Secondo i ricercatori di Harvard, è probabile che lo stress contribuisca alla perdita di cellule staminali precursori dei melanociti che contengono i follicoli piliferi. Di conseguenza, si interrompe la produzione del pigmento e i capelli perdono la loro colorazione.

I biologi hanno introdotto in cavie da laboratorio nere una tossina che ha provocato su di essi un significativo stress fisiologico. Dopo le iniezioni il livello di corticosterone nelle cavie triplicava, mentre quello di noradrenalina decuplicava. Entrambi questi ormoni vengono prodotti proprio in presenza di stress.

Nelle cavie a cui è stata somministrata la tossina unitamente all’analgesico i livelli di corticosterone e noradrenalina erano gli stessi di quelli registrati negli animali del gruppo di controllo ai quali la tossina non è stata somministrata.

Dopo l’iniezione le cavie sono state rasate per accelerare il processo. Nell’arco di un paio di settimane alle cavie sono cresciuti nuovi peli, il 30% dei quali era bianco. Ulteriori esperimenti hanno dimostrato che, se sottoposte a stress, le cellule precursori dei melanociti si vedevano private dei follicoli e questo innescava la canizie. La noradrenalina fungeva da sostanza intermediaria.

Secondo gli autori dello studio, in una situazione di stress nell’organismo viene secreta noradrenalina la quale impone di dividersi e migrare alle cellule staminali che dovrebbero trasformarsi in melanociti. Solitamente queste cellule si moltiplicano di rado, ma quando il processo accelera, le loro risorse si esauriscono rapidamente. Inoltre, le cellule staminali possono anche abbandonare del tutto il follicolo o rivelarsi incapaci di sfruttare la riserva dei melanociti. A giudicare dai dati, questo porta alla perdita di pigmentazione e alla canizie.

Senza conservanti e coloranti artificiali

Tuttavia, la canizie da stress è reversibile, affermano convinti gli scienziati della University of Columbia. Questi hanno analizzato 397 diversi capelli prelevati da 14 volontari sani di diversa età e provenienza. Alcuni campioni erano totalmente bianchi, altri solo parzialmente.

I ricercatori, basandosi sulla velocità media di crescita del capello (circa 1 cm al mese) hanno messo a confronto la colorazione dei singoli campioni con l’età dei soggetti proprietari e con gli eventi a questi ultimi accaduti.

È emerso che in età relativamente giovane la canizie compare spesso per via dello stress. E non appena la situazione si normalizza, i capelli riacquistano il loro colore originario. Questo è ciò che è successo a un soggetto europeo di 35 anni i cui capelli sono stati analizzati nell’ambito dello studio.

Inoltre, gli scienziati hanno rilevato fenomenologia analoga analizzando i capelli bicolore di una donna trentenne di origine asiatica. La formazione di una porzione di capello bianca lunga 2 cm era coincisa con il divorzio e il trasloco forzato. Dopo il ritorno alla vita normale il colore dei capelli era tornato alla normalità.

In tutto si sono contati più di 10 casi di canizie reversibile in soggetti di età compresa tra 9 e 39 anni. In media il ritorno alla normalità ha richiesto tanto tempo quanto quello che ha generato la perdita del colore, ossia circa 3 mesi. E non solo sulla testa, ma anche in altre parti del corpo.

Secondo gli autori dello studio, questo consente di ipotizzare che anche altri meccanismi dell’invecchiamento umano possano essere parzialmente reversibili. Ma per appurare questo, è necessario anzitutto capire come e perché i capelli riacquistino il loro colore originario. Proprio questo sarà l’obiettivo dei ricercatori nei prossimi anni.

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