19:20 14 Agosto 2020
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Nel mese di luglio Mercurio, Venere, Giove, Saturno, Urano e Nettuno si allineano contemporaneamente su un lato del Sole, ossia fanno ciò che solitamente si chiama la sfilata o parata dei pianeti.

In verità, è possibile vederli tutti insieme solo dalla Russia meridionale con l’ausilio di un telescopio. Sputnik vi spiega perché alcuni temono questo fenomeno astronomico e quale ruolo abbia rivestito nelle ricerche in questo ambito.

Buona visibilità

La sfilata planetaria non è un evento poi così raro, soprattutto quando non comprende tutti i pianeti, ma solo 4 o meno. Una parata come quella di questo mese si verifica una volta ogni 20 anni. Non di rado si pensa che durante la parata i pianeti si collochino su una stessa linea con la Terra. Ma non è così. Persino in occasione delle sfilate più “strette” i pianeti si dispongono su un’ampia regione del Sistema solare. Pertanto, i pianeti sono visibili su un lato del Sole a un’angolazione di 90°. In sostanza, è un mero effetto geometrico. Dicono inoltre che la sfilata planetaria incida sulla gravitazione terrestre.

“Non è assolutamente vero. Infatti, l’impatto che esercitano tutti i pianeti insieme su di noi è inferiore rispetto a quello che ha Giove da solo. Mentre l’impatto di Giove è molto meno forte di quello della Luna. Del resto, le maree le vediamo ogni giorno a seconda di dove si collochi il nostro satellite. A mio avviso, dichiarazioni simili non sono altro che il tentativo di attribuire qualcosa di terribile a questo evento”, commenta così Oleg Ugolnikov, ricercatore senior dell’Istituto di ricerche spaziali in seno all’Accademia nazionale russa delle scienze (RAN).

Anche l’impatto del Sole è trascurabile. Venere esercita un’influenza maggiore su di noi rispetto a Saturno ed è secondo solo a Giove. Venere è più piccolo ma è molto più vicino alla nostra stella.

Il mondo intero si aspettava una catastrofe

A quanto pare, la fonte di tutte le preoccupazioni furono le opere dell’astrofisico britannico John Gribbin. Nel 1973 pubblicò su Nature un articolo sul legame tra il grande allineamento dei pianeti che si verifica una volta ogni 179 anni e i cambiamenti climatici. Al tempo già si conosceva il fenomeno del vento solare. Gribbin ipotizzò che la forza di marea incrementasse l’attività solare, la quale a sua volta incidesse sull’atmosfera terrestre. Un anno dopo insieme a Stephen Plagemann scrisse il volume “The Jupiter Effect” nel quale i co-autori prevedevano una catastrofe dovuta alla grande sfilata planetaria prevista per il 1982. Secondo gli autori, il fenomeno avrebbe provocato un forte terremoto negli USA per via della pressione esercitata sulla Faglia di Sant’Andrea.

In ambito scientifico la teoria fu recepita con scetticismo. La sfilata planetaria interessava gli astronomi per motivi ben diversi. Gli scienziati pensavano, infatti, di inviare una sonda a fare una sorta di Grand Tour. Ecco un estratto di ciò che scrissero a tal proposito nel 1970 sulla rivista sovietica Zemlya i Vselennaya (Terra e Universo).

“Il prossimo ottavo decennio offre eccezionali opportunità per il lancio di sonde automatiche per lo studio di pianeti lontani del Sistema solare quali Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone. La dislocazione di questi pianeti sarà favorevole e consentirà alla sonda interplanetaria di spostarsi in maniera consecutiva intorno ad alcuni pianeti sfruttando la loro forza di attrazione per effettuare la cosiddetta manovra della fionda gravitazionale. Quest’ultima non solo consentirà alla stazione di spostarsi su un altro pianeta senza utilizzare altro carburante, ma le permetterà anche di aumenterà la propria autonomia di volo”.

Nel 1977 fu lanciata la sonda Voyager 2, che nel 1979 passò accanto a Giove, nel 1981 a Saturno, nel 1986 a Urano, nel 1989 a Nettuno. Oggi la sonda si trova alla periferia del Sistema solare nello spazio interstellare.

“Per il lancio del “Grand Tour” eravamo interessati ai pianeti giganti che finalmente si erano allineati in un’area delimitata. Di questa situazione fecero tesoro le sonde Voyager per visitare in un’unica missione le aree circostanti 4 grandi pianeti. Viaggiando accanto a uno solo, accumulavano velocità all’interno del loro campo gravitazionale e venivano lanciate verso il pianeta successivo. Essenzialmente questo fu possibile grazie a Urano e Nettuno. Oggi questi pianeti si trovano molto più lontano rispetto ad allora. Ma oggi non vi sono missioni che prevedano il lancio di sonde contemporaneo su più pianeti”, spiega Ugolnikov.

Nel 1982 si allinearono 9 pianeti (i giganti gassosi Giove, Saturno, Urano e Nettuno, e anche il piccolo Plutone che al tempo era ancora considerato un pianeta) formando un’angolazione di 65° rispetto al Sole. Al tempo Gribbin aveva già abbandonato la sua teoria. Il suo libro era diventato nel frattempo un bestseller, ma nessuna delle previsioni ivi contenute si era avverata.

La coda di una cometa

Alla sfilata planetaria di questo mese è possibile vedere tutti i pianeti insieme, per la maggior parte a occhio nudo. Del resto, anche la Terra parteciperà all’allineamento. A partire dal 22 luglio sulla linea dell’orizzonte si vedrà anche Mercurio, ma sarà visibile solo da sud.

“I pianeti si sono allineati in un’area piuttosto ampia. Se di mattina guardiamo il cielo saranno sulla linea dell’orizzonte e il Sole sarà sotto di loro. Per fotografare tutti i pianeti in una volta sola bisognerà recarsi in regioni meridionali con un buon clima ed essere dotati di una fotocamera ad ampio spettro. Infatti, gli unici pianeti ad essere molto vicini sono solo Giove e Saturno”, spiega Ugolnikov.

Al momento ovunque non vi siano il sole di mezzanotte e le notti bianche, è possibile vedere la sfilata planetaria. Per vedere anche Urano e Nettuno serve un telescopio. Questo strumento consente di avere una visione d’insieme e di osservare anche la cometa luminosa C/2020 F3 (NEOWISE).

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