19:22 14 Agosto 2020
Scienza e tech
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Ricercatori italiani hanno analizzato campioni prelevati da 1.400 tra cani e gatti ed hanno rilevato la presenza di anticorpi contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2, si afferma nella prestampa dello studio pubblicato sulla risorsa bioRxiv.

In totale, sono stati esaminati campioni di 915 cani e 505 gatti, raccolti da marzo a maggio in varie regioni d'Italia, principalmente in Lombardia, la regione con il maggior numero di casi di Covid-19. Si osserva che i test molecolari PCR per SARS-CoV-2 in tutti i 1420 animali hanno dato esito negativo. Allo stesso tempo le analisi sierologiche hanno rivelato anticorpi in 13 cani (3,35%) e 6 gatti (3,95%). Il maggior numero di animali domestici con anticorpi è stato riscontrato tra quelli i cui proprietari avevano avuto COVID-19: 12,8% e 4,5% rispettivamente tra cani e gatti.

"Abbiamo trovato tassi di sieropositività negli animali paragonabili a quelli riscontrati nell'uomo in uno studio campione durante lo stesso periodo di tempo in Europa. Questo implica che l'infezione negli animali domestici non è un fatto insolito", si afferma nello studio. Allo stesso tempo si nota che al momento "non vi sono prove convincenti che gli animali domestici infetti svolgano un ruolo significativo nella trasmissione di SARS-CoV-2 agli esseri umani".

Si evidenzia che una chiara associazione tra infezione nei proprietari e presenza di anticorpi negli animali domestici è stata stabilita solo tra i cani. Secondo i ricercatori, è in contraddizione con i precedenti studi sperimentali, secondo i quali i cani sono meno suscettibili alle infezioni.

Secondo le conclusioni degli scienziati, l'assenza di positività nei test molecolari al coronavirus SARS-CoV-2 tra gli animali al momento dello studio indica che cani e gatti possono essere portatori del virus per un tempo relativamente breve.

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Animali, Coronavirus, Scienza e Tecnica, Italia
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