02:17 26 Ottobre 2020
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A differenza del digiuno o diete ferree, il consumo di grano saraceno, anche in grandi quantità, non provoca una produzione eccessiva di SIRT1.

Una dieta a base di grano saraceno ha un effetto curativo unico sull'organismo dei mammiferi, secondo i ricercatori dell'Università Federale Siberiana di Krasnoyarsk: il consumo di grano saraceno aumenta significativamente il livello della "proteina della longevità" SIRT1 ed ha diversi altri effetti positivi. Il loro studio è stato pubblicato su Journal of Cereal Science.

Le sirtuine sono una vasta famiglia di proteine ​​coinvolte nella formazione delle cellule adipose e nel metabolismo del glucosio. La proteina SIRT1, membro di questa famiglia, è coinvolta in molti processi intracellulari, inclusa la regolazione dei meccanismi di invecchiamento. Secondo gli scienziati, un alto livello di SIRT1 rallenta l'invecchiamento e aumenta la resistenza dell'organismo allo stress.

Come spiegato dagli scienziati, meno calorie assimiliamo, più "proteine ​​della longevità" il nostro organismo produce. Il digiuno avvia il processo di riparazione delle cellule, che ne aumenta la durata. Tuttavia i ricercatori dell'Università Federale Siberiana sono convinti che di tanto in tanto digiunare in nome della salute non sia la cosa giusta.

"Il digiuno è categoricamente controindicato per le persone con malattie gravi, donne in gravidanza o bambini. Il prodotto che aiuterà a produrre la quantità necessaria di SIRT1 è il grano saraceno o la farina, ampiamente usati non solo nella cucina russa, ma anche nelle cucine di Cina, Giappone, Corea e India, che, tra l'altro, è la patria storica di questo frumento", ha affermato la direttrice del dipartimento di Biofisica dell'Università Federale Siberiana Valentina Kratasyuk. 

Come spiegato dai ricercatori siberiani, il grano saraceno è ricco di proteine ​​vegetali e aminoacidi, che l'organismo umano utilizza per produrre le proprie proteine. Inoltre contiene molte vitamine del gruppo B, che contribuiscono alla salute del sistema nervoso, circolatorio e immunitario, nonché una notevole quantità di fibre, responsabili della sensazione di sazietà.

"Siamo stati i primi al mondo a scoprire i benefici del grano saraceno come fonte di SIRT1. Questo frumento è davvero un 'supercibo'. Ci sono studi che dimostrano l'efficacia dell'uva per prolungare la vita cellulare, ma, in primo luogo, a differenza del grano saraceno, non è disponibile in molte regioni del mondo e in secondo luogo, non si differenzia affatto per le sue proprietà dietetiche. Allo stesso tempo è difficile immaginare quanta uva si debba mangiare per avviare i meccanismi di restauro cellulare", ha osservato Shubhra Pande, iniziatore dello studio e professore associato dell'Università Federale Siberiana Shubhra Pande.

Gli esperimenti hanno dimostrato che il cibo arricchito con chicchi di grano saraceno macinati non incrementa l'apporto calorico. Allo stesso tempo il livello di SIRT1 nell'organismo è aumentato di 30 volte negli animali, cosa che, secondo gli scienziati, corrisponde al livello ottimale di produzione di questa proteina.

"La riduzione della razione calorica nei ratti usati nell'esperimento ha portato a una riduzione del 19% delle proteine ​​totali nel sangue, del 95% nello stomaco, del 35,2% nel fegato e del 27% nei reni. Analogamente si può osservare nelle persone che seguono una dieta rigorosa evitando lo sforzo fisico: il corpo soffre di una mancanza di proteine, il principale materiale da costruzione", - ha osservato la co-autrice dello studio, la dottoressa dell'Istituto di biologia fondamentale e biotecnologia dell'Università Federale Siberiana Maria Ryazanova.

Gli scienziati dell'Università Federale Siberiana hanno notato che, a differenza del digiuno o diete ferree, il consumo di grano saraceno, anche in grandi quantità, non provoca una produzione eccessiva di SIRT1 e, quindi, non porterà all'effetto indesiderato di "sovrapproduzione", pericoloso per l'organismo: lo stress ossidativo.

Lo studio è stato condotto da scienziati dell'Università Federale Siberiana in collaborazione con i ricercatori dell'Università statale medica di Krasnoyarsk intitolata al professor V.F. Voino-Yasenetsky, dell'Istituto di ricerca scientifica sui problemi medici del Nord e dell'Istituto di Biofisica della Filiale siberiana dell'Accademia Russa delle Scienze.

Tags:
Medicina, Salute, Alimentazione, dieta, Scienza e Tecnica
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