20:12 13 Agosto 2020
Scienza e tech
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Questo è quanto emerge da uno studio pubblicato su 'Nature', che ha analizzato gli effetti di una dieta ipocalorica a base vegetale testata per determinare il suo effetto sul tumore in combinazione alla terapia ormonale.

Lo studio internazionale è stato coordinato dall'IFOM (Istituto FIRC di oncologia molecolare) di Milano e dal Policlinico Universitario San Martino di Genova, con il sostegno di AIRC, ed è frutto dell'osservazione sia di pazienti sia di topi affetti da laboratorio. 

I dati raccolti su 36 pazienti in due studi clinici condotti all'Ospedale Policlinico San Martino di Genova e all'Istituto Nazionale Tumori di Milano da Filippo De Braud e Claudio Vernieri mostrano che cicli di dieta vegana protratti per circa sei mesi riducono alcuni fattori che favoriscono la proliferazione cellulare e possono influenzare la crescita tumorale.

Tuttavia, i dati devono essere confermati in studi clinici più ampi. Inoltre tali cicli di dieta prevedono protocolli precisi e devono avvenire sotto stretto controllo medico. Il rischio da scongiurare è quello di malnutrizione, che può avere un effetto pericoloso sui pazienti oncologici e mettere a repentaglio le loro terapie. 

"La dieta che abbiamo sperimentato, valutandone gli effetti clinici per la prima volta in donne con tumore della mammella anche metastatico in terapia ormonale, è un regime alimentare vegano ipocalorico che induce nel corpo gli effetti metabolici del digiunare, e per questo è stata chiamata 'mima-digiuno', spiega Alessio Nencioni, del Dipartimento di Medicina Interna del Policlinico San Martino di Genova, coordinatore dello studio assieme a Valter Longo dell'IFOM.

Nei topi la dieta non solo ha rallentato la crescita del tumore ma lo ha fatto anche diminuire.

"Questo regime di restrizione dietetica potrebbe essere un'arma in più per combattere il tumore della mammella nelle donne in terapia ormonale, senza il rischio di effetti collaterali seri. Abbiamo infatti osservato che il protocollo non compromette lo stato nutrizionale delle pazienti, se fra un ciclo di dieta e l'altro si prescrive un'alimentazione adeguata per evitare malnutrizione e perdita di peso", ha affermato sempre Nencioni. 
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