07:07 23 Ottobre 2020
Scienza e tech
URL abbreviato
Coronavirus: superati gli 8 milioni casi nel mondo (22 giugno - 14 luglio) (65)
106
Seguici su

Scienziati britannici hanno identificato 5 mutazioni genetiche che aumentano fino a tredici volte le probabilità di morte per l'infezione del coronavirus SARS-CoV-2. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul portale scientifico medRxiv.

"Abbiamo scoperto cinque varianti di quattro geni che "controllano" le probabilità di morte per COVID-19 ed abbiamo inoltre stimato la loro diffusione nella popolazione britannica", scrivono gli autori dello studio.

Queste mutazioni sono piuttosto rare e tutte sono legate alla perdita della capacità di controllare la risposta immunitaria alla penetrazione del coronavirus nell'organismo, affermano gli scienziati.

Negli ultimi mesi i ricercatori hanno identificato i fattori legati alla probabilità di infezione, gravità e rischio di morte per coronavirus. Il COVID-19 è più pericoloso per le persone anziane che soffrono di patologie del sistema cardiovascolare, diabete, sovrappeso, per le persone con il gruppo sanguigno A e chi ha una mutazione nel gene APOE. Quest'ultimo è legato al morbo di Alzheimer.

Durante lo studio, un team di ricercatori guidato da Julian Gau del Laboratorio di Biologia Molecolare presso il Concilio Britannico per le Ricerche Mediche ha esaminato i dati raccolti dal progetto britannico BioBank ed ha identificato altri quattro fattori di rischio genetico.

Nel Regno Unito BioBank ha raccolto i dati da 400mila britannici. Come parte del progetto, i partecipanti sono stati sottoposti a un esame completo e un'analisi del DNA. Alcuni potrebbero essere rimasti infettati dal coronavirus, hanno suggerito gli scienziati.

Nell'ambito dello studio, sono state condotte analisi su quasi 6mila partecipanti alla BioBank nel Regno Unito per il coronavirus, così come sono state analizzate le statistiche sulla mortalità dal COVID-19 in Gran Bretagna. Tra i pazienti esaminati, circa 1.400 si sono ammalati, mentre 193 sono deceduti.

I biologi hanno confrontato una serie di piccole mutazioni tra i morti ed i partecipanti alla ricerca che si sono ripresi dal COVID-19. Tutto questo ha rilevato differenze genetiche che incidono sul rischio di morte per coronavirus.

In totale, sono state trovate cinque mutazioni in quattro geni: ERAP2, BRF2, TMEM181 e ALOXE3, che aumentano la probabilità di morire di COVID-19 da cinque a tredici volte. Secondo gli scienziati, tutti questi geni influenzano la produzione di anticorpi, l'eliminazione dello stress e la regolazione della risposta immunitaria alla comparsa di virus nell'organismo.

È interessante notare che tra gli europei tali cambiamenti genetici si verificano nei genomi tra lo 0,1-0,6% dei casi, mentre la variazione di ALOXE3 è osservata nel 7% degli immigrati provenienti dall'Africa. Secondo gli scienziati, può spiegare la maggiore vulnerabilità degli africani al COVID-19.

I ricercatori sono fiduciosi che la loro scoperta consentirà di valutare l'efficacia dei vaccini e dei farmaci contro SARS-CoV-2.

Nel mondo secondo gli ultimi dati dell'Istituto Hopkins sono stati infettati dal coronavirus in oltre 11,6 milioni, di cui circa 538mila sono deceduti e circa 6,5 milioni sono i guariti.

Tema:
Coronavirus: superati gli 8 milioni casi nel mondo (22 giugno - 14 luglio) (65)
Tags:
Salute, Medicina, Scienza e Tecnica, Coronavirus, Regno Unito
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook