07:37 23 Ottobre 2020
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Uno studio ha dimostrato che una mutazione nella proteina spike, D614G, è diventata dominante a livello globale ed è stata osservata in vitro una maggiore contagiosità.

Una variante del Sars-Cov-2 con una mutazione della proteina Spike D614G, è diventato il ceppo prevalente della pandemia globale. E' questo il risultato di molteplici studi, fra cui anche quello di un team di ricercatori italiani guidato da Massimo Ciccozzi, del Campus Bio-Medico di Roma, che ha trovato conferma in un articolo pubblicato sulla rivista Cell, firmato da un gruppo di ricercatori dell'università di Sheffield, GB, in collaborazione con Los Alamos National Laboratory nel New Mexico e la Duke University in North Carolina. 

Il nuovo ceppo si è prodotto per una mutazione subita dalla proteina Spike, il "gancio" che permette al virus di aggredire l'organismo umano attraverso i ricettori Ace2. La nuova variante D614G si è diffusa più rapidamente, prendendo il posto del precedente ceppo.

Dai dati osservati, il nuovo ceppo sarebbe associato a maggiori carichi virali nel tratto respiratorio superiore dei pazienti. Sarebbe questa caratteristica ad aumentare la capacità del virus di infettare le persone potrebbe essere aumentata. Tuttavia, sottolineano gli scienziati, la maggiore contagiosità non implica una forma più grave della malattia. 

I ricercatori hanno condotto lo studio attraverso l'analisi dei campioni di genoma del virus pubblicati su Gisaid, una piattaforma internazionale che permette agli scienziati di consultare le sequenze genetiche dei virus. 

Tags:
studio, Coronavirus
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