04:06 30 Ottobre 2020
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Gli sforzi dei ricercatori per trovare la vita nelle profondità dello spazio sono attualmente ostacolati dall'impossibilità di studiare in dettaglio gli esopianeti distanti.

Lo scienziato planetario della Nasa Lynnae Quick ha postulato che potrebbero esistere numerosi esopianeti che ospitano corpi idrici, molti più di quanti sono stati scoperti fino a ora riferisce al Science Times.

Secondo i media in questo momento gli astronomi hanno identificato circa 4mila esopianeti, alcuni dei quali hanno “atmosfere coperte di ghiaccio”, e per questo motivo quest’ultimo tipo di pianeti sono diventati il fulcro della ricerca della Nasa che è alla ricerca di vita oltre la Terra.

“Esplosioni d’acqua sotto forma di pennacchi si sollevano anche da Europa ed Encelado, possiamo quindi affermare che questi corpi hanno oceani sotterranei sotto i loro gusci di ghiaccio e hanno energia che guida i pennacchi. Questi sono due requisiti per la vita come la conosciamo”, ha detto lo scienziato planetario della Nasa Lynnae Quick, aggiungendo che “se stiamo pensando a questi luoghi come presumibilmente abitabili, forse anche le versioni più grandi di essi in altri sistemi planetari sono abitabili”.

Secondo quanto riferito, i ricercatori del Goddard Space Center della Nasa sono riusciti a stabilire tramite analisi matematica che oltre il 25% degli esopianeti presumibilmente “ospitano oceani sotto gli strati di ghiaccio superficiale”, e Quick sostiene che gli astronomi sarebbero stati in grado di misurare le emissioni di calore e l’attività vulcanica su quei lontani mondi.

Il quotidiano online sottolinea che con le tecnologie esistenti gli scienziati non sono ancora in grado di esaminare in dettaglio gli esopianeti, anche se sperano che il prossimo telescopio spaziale James Web e le future missioni di esplorazione possano aiutare a far avanzare la ricerca dell’umanità nella ricerca di segni di vita oltre il nostro pianeta.

“Le prossime missioni ci daranno la possibilità di vedere se le lune oceaniche nel nostro sistema solare potrebbero sostenere la vita. Se dovessimo trovare segni chimici della vita, potremmo provare a cercare segni simili a distanze interstellari”, ha auspicato Quick.

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