04:18 20 Settembre 2020
Scienza e tech
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Un autorevole studio scientifico appena pubblicato, sostiene, calcoli alla mano, che la nostra Via Lattea potrebbe ospitare qualcosa come 6 miliardi di pianeti nella fascia potenzialmente abitabile e con caratteristiche che potrebbero essere simili alla Terra.

Dopo anni di caccia agli esopianeti l'astronoma Michelle Kunimoto dell'Università della British Columbia (UBC) in Canada, prima autrice dello studio pubblicato su The Astronomical Journal, ha rilevato i risultati dei propri rivoluzionari calcoli.

La stessa professoressa Kunimoto è nota per essere stata in grado di individuare e certificare la presenza di ben 17 esopianeti analizzando i dati del telescopio spaziale Kepler. Ma come fa uno studio scientifico a parlare di “probabile presenza di miliardi di esopianeti potenzialmente simili alla Terra” a partire da, tutto sommato, pochi pianeti finora di fatto individuati concretamente?

Calcolo bayesiano

Si usa quello che gli scienziati chiamano ‘calcolo bayesiano’. Il teorema o fattore di Bayes (da Thomas Bayes - Hertfordshire, 1702 – Royal Tunbridge Wells, 1761) ha una formula dall’apparenza estremamente complessa, in realtà non è altro che un metodo di calcolo delle probabilità. Si contano le stelle finora individuate dal telescopio Kepler (200mila), si fa una stima di quante di queste stelle siano di tipo G, cioè nane gialle come il nostro Sole, si contano i pianeti che in media ruotano intorno ad ognuna di queste stelle, si escludono i pianeti che in media non rientrano nella fascia abitabile, e quelli delle dimensioni non adatte, infine si fa una proiezione sulla parte di stelle non ancora studiate o individuate ma che per statistica ci sono sicuramente.

"I miei calcoli pongono un limite superiore di 0,18 pianeti simili alla Terra per stella di tipo G", questo il parametro principale di esclusione utilizzato dalla professoressa Kunimoto, che ha inoltre spiegato come siano stati esclusi tutti i pianeti di dimensioni inferiori allo 0,75 della massa della Terra e quelli superiori a una volta e mezza, mentre la distanza dalla stella ritenuta valida per il computo è stata solo quella tra 0,99 e 1,7 unità astronomiche, dove per 1 unità astronomica si intende la distanza tra Terra e Sole.

0,18 pianeti in media per nana gialla è una stima che appare piuttosto realistica e niente affatto iperbolica se pensiamo che la nostra nana gialla, il Sole, ospita la Terra ma anche Marte, che si trova a 1,5 unità astronomiche e come massa è poco sotto la soglia di esclusione. Inoltre nel Sistema solare vi è un satellite di Saturno, Titano, che possiede una sua atmosfera ed Europa, satellite di Giove, che si pensa possieda oceani liquidi sotto la crosta ghiacciata con attività termica e tettonica.

"Ho iniziato simulando l'intera popolazione di esopianeti attorno alle stelle cercate da Keplero", ha detto Kunimoto, aggiungendo che "ho poi contrassegnato ogni pianeta come 'rilevato' o 'mancante' a seconda della probabilità con cui il mio algoritmo di ricerca del pianeta lo avrebbe trovato", tecnica appunto bayesiana.

Chiaramente, per fare un pianeta abitabile, non bastano certo solamente le giuste dimensioni e la giusta distanza dal giusto tipo di stella. I parametri che servirà individuare per poter dire di aver trovato un pianeta ‘fratello’ se non proprio ‘gemello’ sono molti altri ancora. Certo, 6 miliardi di possibilità teoriche saranno comunque una buona base di partenza su cui lavorare.

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