02:07 14 Agosto 2020
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Titano, è la seconda luna più grande del nostro Sistema solare e le sue caratteristiche lo rendono appetibile alle future esplorazioni spaziali umane, ma c’è un problema – bisognerà fare in fretta perché… sta per scappare.

Titano è la seconda luna più grande del Sistema solare, seconda sola a Ganimede di Giove. Per diametro è più grande di Mercurio, pur avendone una massa minore per la differente composizione. E’ anche l’unico satellite noto ad avere una propria atmosfera. Per altro particolarmente densa, il doppio di quella della Terra, pur composta per la maggior parte di azoto (95%). Possiede una superficie composta da roccia e ghiaccio di acqua, nonché fiumi e mari, pur sottolineato, fiumi e mari di metano liquido. Gli scienziati giudicano le sue caratteristiche simili a quelle della Terra primordiale, prima che i cianobatteri iniziassero a produrre ossigeno. A parte ovviamente il fatto che su Titano le temperature siano parecchio più fredde – intorno ai meno 180 gradi Celsius.

Titano è in ogni caso un oggetto di interesse straordinario per gli esobiologi – i ricercatori della vita extraterrestre. L’investimento per la missione Cassini-Huygens ne è una prova.

Ma proprio studiando i dati di quella missione lanciata nel 1997 per studiare Saturno e i suoi 82 satelliti, un team internazionale di scienziati è giunto alla conclusione che alcune delle informazioni che avevamo su Titano non erano del tutto corrette. In particolare è risultato che questa luna si starebbe allontanando dal suo pianeta almeno 100 volte più velocemente di quanto si pensasse in precedenza.

Il fatto che le lune si possano allontanare dai loro pianeti non è qualcosa di insolito. Ad esempio, la nostra Luna si sta allontanando di circa 3,81 centimetri all’anno. Il fenomeno è dovuto ad un effetto trascinamento legato alla leggera differenza di velocità di rotazione del pianeta su sé stesso e del satellite intorno al pianeta, come spiegato in un precedente articolo. Quello che stupisce però in Titano è la velocità di allontanamento – almeno 11 centimetri all’anno contro i soli 0,1 che si riteneva in precedenza.

Gli scienziati della NASA hanno in programma di studiare Titano in modo più dettagliato quando lanceranno la missione Dragonfly nel 2026. L'agenzia prevede di inviare un rotocraft che atterrerà sulla sua superficie e studierà un cratere, che gli scienziati ritengono possa contenere ingredienti per la vita.

"Titano ha molecole organiche complesse e l'energia necessaria per la vita. Avremo l'opportunità di osservare processi simili a quelli avvenuti sulla Terra quando la vita si è formata e potenzialmente condizioni che potrebbero ospitare la vita oggi", aveva detto Lori Glaze, direttore di Divisione di scienza planetaria della NASA nel 2019.

Bisognerà sbrigarsi però, perché alla velocità di 11 cm all’anno tra qualche milione di anni se ne sarà ‘già’ andato.

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