01:22 14 Agosto 2020
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L'osservatorio astrofisico spaziale russo "Spectrum-RG" per la prima volta ha esaminato l'intero cielo nella gamma dei raggi X, ha comunicato l’Istituto delle Ricerche Spaziali dell’Accademia delle scienze russa.

Lo Spectrum RG Observatory è stato lanciato nello spazio a luglio 2019. Nel mese di ottobre, ha raggiunto il punto di lavoro predestinato nel ‘Punto di Lagrange L2’ che si trova a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra (quasi 4 volte la distanza dalla Luna).

"Ce l'abbiamo fatta - il telescopio ART-XC dell'osservatorio Spectrum RG ha completato il suo primo rilevamento di tutto il cielo! Come previsto, ci sono voluti quasi esattamente sei mesi, durante i quali il telescopio ha continuamente scansionato la sfera celeste ai raggi X duri [a lunghezza d'onda minori]", ha detto il servizio stampa dell'Istituto.

Si noti che in precedenza una mappa dell'intero cielo di definizione comparabile era disponibile solo nella gamma dei raggi X molli ed era stata realizzata 30 anni fa dall'osservatorio tedesco ROSAT. Altre mappe esistevano già nelle varie gamme dei raggi X ma avevano una definizione decisamente minore – erano state realizzate dall'osservatorio RXTE della NASA e dallo strumento giapponese MAXI a bordo della ISS.

L’osservatorio Spectrum RG

Lo Spectrum RG, costruito dalla NPO Lavochkin, comprende due telescopi - eROSITA, creato dal Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (Germania), e ART-XC, sviluppato dall'Istituto di ricerca spaziale dell'Accademia delle scienze russa e fabbricato in collaborazione con l'Istituto di ricerca scientifica All-Russian fisica sperimentale a Sarov e il Marshall Space Flight Center di Huntsville (Alabama). L'obiettivo di Spectra-RG è quello di compilare una mappa dell'Universo in quattro anni fotografando ad alta risoluzione l'intero cielo nella gamma dei raggi X. Verranno costruite in totale otto carte, ognuna impiegherà sei mesi ad essere realizzata. La mappa più accurata, che combina le otto scansioni, sarà completata e pubblicata intorno al 2025.

L'idea originale di un satellite-osservatorio a raggi X in orbita sopra l'atmosfera terrestre, capace di filtrare i raggi X, venne proposta per la prima volta negli anni '80 da Rashid Sunyaev anch’egli dello stesso Istituto per le Ricerche Spaziali allora dell’Unione Sovietica. Venti istituzioni di dodici paesi si riunirono per progettare un grande osservatorio con cinque telescopi. Tuttavia, dopo il crollo dell'Unione Sovietica, la missione fu abbandonata a causa della riduzione dei costi del programma spaziale russo Roscosmos. Il progetto venne per fortuna ripreso nel 2003 e realizzato a pieno solo l’anno scorso con il lancio del luglio 2019.

Perché i Raggi X

I raggi X sono una forma di radiazione elettromagnetica con lunghezza d'onda molto inferiore a quella visibile. Come tutta la radiazione elettromagnetica con lunghezza d'onda pari e inferiore a quella dell'ultravioletto, vengono fermati dall'atmosfera terrestre. Questo significa che per osservare fenomeni astrofisici importanti ad emissione di intensi campi magnetici ma non luce visibile, è necessario posizionare i telescopi a raggi x appunto al di fuori dell’atmosfera terrestre. I Punti di Lagrange, in questo caso è stato scelto il punto L2 (a 1,5mln km sulla retta Terra-Sole in posizione esterna) sono quei punti  chiamati di oscillazione, dove cioè due corpi dotati di grande massa (Terra e Sole), tramite l'interazione della rispettiva forza gravitazionale, consentono ad un terzo corpo dotato di massa molto inferiore (osservatorio spaziale) di mantenere una posizione stabile relativamente ad essi.

L'astronomia a raggi X permette di definire le caratteristiche delle Pulsar, di indagare tutti i tipi di stelle collassate (nane bianche, stelle di neutroni, supernove), di studiare i buchi neri, i resti di stelle e galassie attive e tutto ciò che accelera particelle ad altissime energie grazie a intensi campi magnetici.

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