13:05 23 Settembre 2020
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Secondo i risultati della ricerca dell'Accademia austriaca delle scienze, alcuni eventi nella Storia dell'antica Grecia si sarebbero verificati 50 o anche 150 anni prima di quanto si creda. Lo scostamento sarebbe dovuto ad un margine di errore imputabile alla tradizionale datazione al carbonio 14.

Un team di scienziati ha sviluppato un sistema di datazione più accurato per ossa, legno e fibre vegetali. Pur usando il metodo tradizionale di analisi del radiocarbonio, la cosiddetta analisi al C14, gli scienziati sono riusciti a ricalibrare le datazioni correggendo quel margine di errore che è dato da fattori esterni climatici. Conoscendo il contenuto dell'isotopo radioattivo del carbonio-14 nei materiali organici, gli esperti deducono l’età di un reperto.

La datazione al Carbonio14

Il carbonio è un elemento chimico fondamentale per la vita e presente in tutte le sostanze organiche. E' presente sulla Terra in tre isotopi: due stabili (12C e 13C) e uno radioattivo (14C). Quest'ultimo si trasforma per decadimento in azoto, con un tempo di dimezzamento medio di 5.730 anni. Tale sistema funziona per la datazione di manufatti che non abbiano ancora 50 mila anni, dato che dopo tale periodo il calcolo della datazione diventa troppo impreciso. Rilevando quindi il contenuto di C14 nella sostanza organica del reperto, si deduce facilmente la sua datazione storica.

Ma c’è un problema

Il problema è che il contenuto di C14 in un organismo è la somma del C14 decaduto e quello assunto dall’atmosfera dove si forma nuovo e, nel corso dei tempi, il clima e le condizioni atmosferiche non sono sempre rimaste le stesse. Quindi è logico sostenere che a parità di organismo, i contenuti di C14 di partenza siano cambiati a seconda dell’epoca. Cambiando il contenuti di partenza il calcolo del C14 residuo diventa più complicato. Gli scienziati austriaci, nel loro studio pubblicato sulla rivista Plos One, affermano appunto di essere riusciti a trovare il modo di correggere il margine di errore tarando quello scostamento provocato dalle differenti condizioni climatiche e atmosferiche verificatesi nel corso degli anni. Sarebbero riusciti in questo intento grazie ad un confronto ponderato con i contenuti di C14 in reperti la cui datazione è stata certificata da documentazioni storiche precise e non solo dagli esami chimico radiometrici.

Per la verifica hanno usato ceramiche del sito archeologico di Sindos la cui datazione è indubbia. Per paradosso quindi, affermano di essere riusciti a determinare le datazioni con precisione, proprio partendo dall’analisi della datazione di reperti già datati con precisione. Confrontando i contenuti di C14 di quei reperti con i tempi di decadimento che ci si sarebbe attesi, hanno potuto verificare che ci sono appunto tra i 50 e 150 anni di scostamento a seconda dell’epoca di riferimento e del tipo di composizione organica del reperto.

"Di conseguenza, le conclusioni tratte utilizzando il metodo di analisi del radiocarbonio sono diventate ancora più accurate per gli eventi di quel periodo", ha dichiarato l'archeologo Stefanos Gimatzidis dell'Accademia delle scienze austriaca, primo autore dello studio.

“Ora possiamo concepire, per esempio, la diffusione dell'alfabeto o del simposio in Grecia e in Italia come un processo più lungo iniziato già nel IX secolo a.C.", ha aggiunto.

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