04:15 26 Settembre 2020
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Pechino continua a essere sottoposta a crescenti pressioni per spiegare come il COVID-19 abbia iniziato a diffondersi alla fine dell'anno scorso a Wuhan.

Sir Richard Dearlove, ex capo del British Secret Intelligence Service (MI6), ha dichiarato sul podcast Telegraph's Planet Normal che un rapporto scientifico pubblicato questa settimana da un gruppo di ricerca norvegese-britannico suggerisce che la pandemia COVID-19 sia il risultato della "fuga" del virus da un laboratorio in Cina.

Secondo il "importante" nuovo rapporto, citato da Sir Richard Dearlove, sono stati scoperti indizi all'interno della sequenza genetica del virus, che sembra suggerire che i suoi elementi chiave siano stati creati dall'uomo e "inseriti" al suo interno, scrive la testata.

Il rapporto citato andrà a sostegno delle affermazioni secondo cui la Cina dovrebbe pagare "riparazioni" per il bilancio globale delle vittime e le ricadute economiche dovute alla pandemia, dal momento che Pechino si è impegnata dall'inizio della pandemia per "bloccare" i dibattiti sulle origini del virus.

L'ex capo dell'intelligence ha detto: "penso che questo sia iniziato come un incidente... Solleva il problema, se la Cina dovrà mai ammettere la responsabilità, pagherà delle riparazioni? Penso che questo farà ripensare a ogni paese del mondo il modo in cui imposta le sue relazioni con la Cina e come la comunità internazionale si comporterà nei confronti della leadership cinese", ha detto Sir Richard Dearlove, che era a capo dell'MI6 tra il 1999 e il 2004.

Suggerendo che gli scienziati cinesi stessero probabilmente conducendo esperimenti di splicing genico clandestino sul coronavirus di pipistrello quando il virus è fuggito a causa di difetti di biosicurezza, Dearlove ha detto:

"È rischioso se commetti un errore. Guardate le storie... dei tentativi della leadership di bloccare qualsiasi dibattito sulle origini della pandemia e sul modo in cui le persone sono state arrestate o messe a tacere. Voglio dire, noi non dovremmo più avere dubbi con quello con cui abbiamo a che fare".

Pur smentendo le accuse a Pechino di aver rilasciato intenzionalmente il virus, nell'intervista Dearlove accusa la Cina di aver successivamente coperto la portata dell'epidemia.

"Certo, i cinesi devono aver pensato "se dobbiamo subire una pandemia forse non dovremmo sforzarci troppo per avvisare, per così dire, i nostri concorrenti, che soffriranno degli stessi svantaggi che abbiamo noi", ha detto l'ex capo del MI6.

In precedenza l'ambasciatore cinese nel Regno Unito Liu Xiaoming ha affermato che Pechino accoglierà con favore un'indagine internazionale sulle origini della pandemia, insistendo sul fatto che il suo paese non ha nulla da nascondere.

Un virus notevolmente ben adattato per la convivenza umana

In una nuova ricerca peer-review intitolata "Un'eziologia storica ricostruita dell'epidemia SARS-CoV-2", guidata dal professor Angus Dalgleish dell'Ospedale di St. George presso l'Università di Londra e dal virologo norvegese Birger Sorensen, si afferma che il SARS-CoV-2 differisce notevolmente da qualsiasi altro virus Sars precedentemente studiato e, di conseguenza, è dubbio che gli sforzi per sviluppare un vaccino avranno successo.

L'analisi offerta dal professor Dalgleish e dai suoi colleghi, afferma che il virus possiede "impronte digitali uniche", "indicative di manipolazione intenzionale", mettendo così in discussione la teoria secondo cui il coronavirus si è evoluto naturalmente.

La ricerca suggerisce che COVID-19 è un "virus notevolmente ben adattato per la convivenza umana", ed è stato probabilmente progettato attraverso un esperimento di laboratorio di Wuhan per sviluppare "virus chimerici di elevata potenza".

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