11:19 23 Ottobre 2020
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Coronavirus: superati i 5 milioni casi nel mondo (21 maggio-22 giugno) (148)
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Gli specialisti dei centri di ricerca del Servizio federale russo di controllo veterinario hanno spiegato come l’infezione da coronavirus possa verificarsi negli animali domestici e come questi reagiscano alla malattia.

Gli specialisti del Rosselkhoznadzor, il Servizio federale di controllo veterinario e fitosanitario posto sotto la giurisdizione del Ministero dell'Agricoltura della Federazione Russa, spiegano che il coronavirus è in grado di contagiare i nostri animali domestici più comuni – sia i cani che i gatti.

I cani in genere tollerano il COVID-19 senza sintomi esterni sostengono, sebbene alcuni casi sembrino dimostrare che anche questi amici a quattro zampe possano manifestare alcuni disturbi, come avvenuto con il pastore tedesco di New York recentemente trovato positivo al virus dopo aver manifestato sindromi respiratorie.

I gatti pare invece siano più sensibili, e possano manifestare sintomi più evidenti – in caso di contagio possono infatti manifestare la malattia COVID-19 con tosse, starnuti, naso chiuso, secrezioni dal naso e dagli occhi, nonché febbre. In alcuni casi, la malattia può essere espressa da sintomi di infezione intestinale acuta - vomito e diarrea.

Gli esperti hanno sottolineato che per il momento l'Organizzazione Mondiale della Sanità non avrebbe prove certe della possibilità di trasmissione del coronavirus dall'animale all'uomo. Allo stesso tempo, gli stessi specialisti, non possono fare a meno di ricordare che studi condotti su allevamenti di visoni in Olanda avrebbero dimostrato che la possibilità di una tale forma di trasmissione non possa essere esclusa.

In precedenza nel mondo sono stati confermati numerosi casi di contagio di cani e felini (gatti domestici e tigri) a contatto con persone positive al Covid-19. Anche i furetti sembrano suscettibili al contagio. In condizioni di laboratorio è stata stabilita la possibilità di trasmissione del coronavirus tra gatti e furetti, ma finora non ci sono prove che questi animali possano trasmettere la malattia all'uomo ed essere in questo modo vettori di diffusione della malattia.

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Coronavirus: superati i 5 milioni casi nel mondo (21 maggio-22 giugno) (148)
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