13:59 08 Luglio 2020
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Scienziati americani ritengono che in passato anche intorno a Marte vi fosse una nuvola di polvere e gas simile agli anelli di Saturno.

Nella ricerca pubblicata sul sito di prestampa scientifica arXiv.org e poi accettata per la pubblicazione anche nell’ Astrophysical Journal Letters, scienziati americani sostengono di avere sufficienza di prove per poter affermare che con ogni probabilità, in un relativaamente non lontano passato, Marte fosse circondato da degli anelli e che, visto da lontano, potesse assomigliare a Saturno.

Molti pianeti del sistema solare - Saturno, Urano, Nettuno e Giove - hanno sistemi ad anello. Marte ha solo due piccoli satelliti di forma irregolare, che per lungo tempo è rimasto in dubbio se si fossero formati contemporaneamente al pianeta o siano stati catturati successivamente dal suo campo gravitazionale.

Il fatto che le orbite di questi due satelliti siano quasi sullo stesso piano dell’equatore di Marte e, soprattutto che ruotino intorno al pianeta rosso in senso contrario tra loro, fa propendere gli astronomi verso l’ipotesi della cattura orbitale piuttosto che verso quella dell'accrezione contemporanea.

L'orbita del satellite più piccolo, viene osservato nello studio, e più distante - Deimos, è inclinato di due gradi e si sta gradualmente allontanando dal Pianeta Rosso, mentre l'altro - Fobos, si sta avvicinando al pianeta.

I planetologi americani del SETI Institute e della Purdue University hanno suggerito che l'insolita inclinazione dell'orbita di Deimos potrebbe essere spiegata dalla presenza di un massiccio anello su Marte in passato.

"Il fatto che l'orbita di Deimos non coincida del tutto con l'equatore di Marte è stato considerato irrilevante in precedenza e nessuno ha mai cercato di spiegarlo. Ma non appena abbiamo formulato questa ipotesi, l'inclinazione orbitale di Deimos è divenuta una chiave per la soluzione", ha detto il professor Matija Ćuk, autore principale dello studio, nel comunicato stampa dell'Istituto SETI.

Mentre Deimos potrebbe avere miliardi di anni, Fobos, secondo gli autori dello studio, sarebbe molto giovane e si sarebbe formato solo 200 milioni di anni fa, quando i dinosauri vivevano già sulla Terra. Attualmente, a causa dell'impatto gravitazionale, Fobos perde altitudine e si sta avvicinando a Marte. Quando avrà raggiunto il cosiddetto limite di Roche, la gravità lo farà a pezzi e si formerà un anello di polvere dai prodotti della distruzione. Secondo gli scienziati, ciò accadrà tra diverse decine di milioni di anni ma sarebbe già accaduto in passato.

Un nuovo corpo roccioso, il nuovo Fobos, si formerà gradualmente dalle particelle di questo anello. I ricercatori suggeriscono che nel corso di miliardi di anni, tale ciclo sia già stato ripetuto più di una volta. I risultati della simulazione hanno confermato che tale processo potrebbe provocare un'inclinazione dell'orbita di Deimos.

"I modelli hanno mostrato che la luna appena nata, sotto l'influenza dell'anello appena formato e di Marte, si spostata gradualmente verso l'esterno del sistema e, raggiungendo una certa regione, entrata in risonanza orbitale con Deimos, influenzandolo fortemente", osserva Tsuk.

Gli scienziati ritengono che il primo antenato di Phobos originariamente fosse 20 volte più massiccio dell’attuale satellite e sia stato disintegrato poco più di 3 miliardi di anni fa, dopo di che sarebbero seguiti altri due cicli. Ogni volta, il satellite appena formato sarebbe risultato più piccolo del precedente. L’attuale Fobos dovrebbe essere il risultato dell'ultimo ciclo.

L'interazione tra protofobos e Deimos, secondo gli autori dello studio, sarebbe avvenuta circa 3,5 miliardi di anni fa. Questi due satelliti, inizialmente con un'inclinazione zero dell'orbita, si formarono dopo il periodo del bombardamento massivo degli asteroidi avvenuto 3,9 miliardi di anni fa, e quindi, subito poco dopo, l'orbita di Deimos si deviò leggermente a causa dell'interazione.

"Circa 3,5 miliardi di anni fa è la nostra ipotesi migliore", afferma Zuck.

Gli scienziati osservano che per confermare definitivamente l'ipotesi, sarebbe necessario analizzare il suolo di entrambi i satelliti di Marte.

Nel 2024, l'agenzia spaziale giapponese JAXA invierà la missione MMX a Fobos, che raccoglierà campioni del satellite e li consegnerà sulla Terra entro il 2029. Solo allora sarà possibile determinare con precisione l'età della superficie del corpo celeste. Se risulterà non avere più di un paio di centinaia di milioni di anni, la previsioni degli scienziati dovrebbe venire confermata.

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