13:47 08 Luglio 2020
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Negli acquari cinesi potrebbero comparire delfini robot. Un progetto neozelandese cerca di difendere gli animali utilizzando dei robot. Cosa ne pensano gli ecologisti?

I creatori della campagna neozelandese Animatronic Entertainment Portfolio (AEP), Melanie Langlotz e Wang Li, sono stati invitati in Cina per la creazione di un acquario. Tuttavia, invece di delfini e balene veri da immettere nelle vasche, è stato proposto il ricorso a delfini robot.

Uno dei creatori, Wang Li, ha spiegato a Sputnik il motivo per cui l’inserimento di questi robot nelle vasche potrebbe avere un impatto positivo sulla tutela dell’ambiente.

“Negli ultimi 2 decenni il mercato dell’intrattenimento in Cina è cresciuto con i ritmi più veloci al mondo. Questa crescita si è accompagnata alla comparsa di numerosi parchi a tema e acquari in cui si registrano frequenti casi di abuso di animali selvatici che vengono allevati in ambiente artificiale. Prendiamo, ad esempio, i grandi mammiferi. In condizioni naturali la loro aspettativa di vita potrebbe raggiungere i 90 anni, in cattività invece possono vivere al massimo 2 anni. Trovandosi in un ambiente a loro sfavorevole, è molto probabile che gli animali selvatici contraggano patologie pericolose e le trasmettano agli uomini che entrano in contatto con loro. Inoltre, una mortalità elevata genera un aumento dei costi di manutenzione. Consideriamo, ad esempio, un lasso di tempo di 10 anni e un acquario visitato da 2 milioni di persone l’anno. Investendo una volta sola in 10 delfini robot dimezzeremo le spese di manutenzione dell’acquario: infatti, gestire un robot costa 10 volte meno che accudire un animale vivo”.

In una recente intervista Melanie Langlotz ha spiegato che “i delfini artificiali riproducono con esattezza il peso, la struttura scheletrica, l’interazione tra i muscoli e l’apparato scheletrico, nonché i depositi di grasso dell’animale vero”. Secondo Langlotz, questi robot sembrano così realistici che le persone che li vedono per la prima volta pensano che siano veri delfini.

I robot pesano 270 kg ciascuno e hanno una autonomia di 10 ore.

Il giornalista Zheng Tingying ha confermato che questa soluzione può effettivamente essere un ulteriore passo in avanti per proteggere la fauna selvatica. Tuttavia, il giornalista appare dubbioso circa la reale convenienza dei robot.

“Com’è noto, il costo di un delfino robot è compreso tra 40 e 60 milioni di dollari. Se hanno una aspettativa di “vita” di 10 anni, significa che un robot costa al giorno circa 10.000 dollari. Le spese necessarie per alimentare un delfino vero non sono affatto così elevate. Pertanto, a mio avviso, la componente economica qui non ha una reale importanza. È invece più probabile che questi robot vengano utilizzati per attirare l’attenzione. Molti ambientalisti vorrebbero impedire l’impiego di animali veri negli acquari. L’introduzione di delfini robot contribuirebbe a ridurre il numero di animali sfruttati per gli show e a rimettere in libertà i delfini veri”, ha spiegato a Sputnik.

Melanie Langlotz sostiene che in Cina ci sia la fila per creare ciò che nel futuro potrebbe rivoluzionare il settore degli acquari (o perlomeno questo è l’obiettivo).

Della portata dei lavori in programma in Cina ci ha parlato Wang Li:

“Al momento siamo in trattative con alcune società leader nel settore dell’intrattenimento in Cina. Prevediamo nei prossimi 5 anni di realizzare circa 10 progetti in città medie e grandi: in particolare, creeremo 150 siti dedicati alla flora e alla fauna acquatiche. Al momento però non posso divulgare informazioni più precise circa i progetti o i nostri clienti”, ha dichiarato.

Sebbene Zheng Tingying abbia dato un giudizio positivo al progetto dei creatori neozelandesi, si è anche concentrato sul fatto che non sarebbe per nulla sufficiente semplicemente liberare gli animali dai bacini artificiali.

“In primo luogo, tutelare la fauna selvatica significa permetterle di ritornare a casa. Ma, se lasciamo liberi gli animali in ambienti rovinati dall’uomo, causeremmo la morte degli stessi. Inoltre, alcuni animali si sono abituati ad essere nutriti artificialmente a tal punto che non hanno più l’istinto di procacciarsi il cibo da soli. Per quanto riguarda i delfini, certamente il loro habitat artificiale non è la scelta migliore. Se un delfino è sano, è meglio liberarlo. Ma se presenta qualche patologia, è meglio che se ne occupi l’uomo. Se consideriamo la questione da questo punto di vista, allora chiaramente liberare uno o due delfini sani significa contribuire a salvaguardare la fauna selvatica. Ma il punto fondamentale è il modo in cui l’uomo tratta la natura. Alla fauna selvatica devono essere garantite condizioni tali da vivere stabilmente in libertà così da favorire la riproduzione”, ha dichiarato il giornalista.

Tuttavia, questa è una questione di competenza degli ecologisti. I creatori del progetto non intendono fermarsi a pochi delfini. Prevedono, infatti, di creare molti animali robot così da cambiare radicalmente il settore dell’intrattenimento zoologico.

“Gli animali “intelligenti” non servono solo a sostituire le creature viventi, rappresentano una nuova frontiera nel settore dell’intrattenimento. AEP nel suo progetto riunisce le migliori creazioni di diversi settori quali il cinematografico e il televisivo, crea scenari vari e illimitati di interazione sicura tra pubblico e robot bionici. Si tratta di un’esperienza multidimensionale senza precedenti. Crediamo di poter dare avvio a una vera e propria rivoluzione nel settore. Oltre a quelli legati alla fauna marina, ci saranno anche altri progetti”, ha concluso Wang.

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