12:47 08 Luglio 2020
Scienza e tech
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I nuovi super telescopi in progettazione saranno in grado in un futuro prossimo di osservare lontani esopianeti e determinare le probabilità che possano essere abitabili studiandone il colore, secondo un recente studio della Conrell University.

Finora il metodo per determinare le probabilità che un esopianeta possa ospitare la vita, per come la conosciamo noi sulla Terra, è stato quello di studiarne l'atmosfera attraverso la spettrografia.

Gli esopianeti, sappiamo, vengono individuati al passaggio di fronte alla propria stella, quando si verifica un tale transito, la luce della stella passa attraverso l’atmosfera del pianeta per raggiungere i nostri osservatori.

Parte di quella luce viene assorbita dall’atmosfera dell'esopianeta durante il passaggio, ed è lì che i nostri spettrometri riescono a dedurne la composizione dell’atmosfera, da come la luce si suddivide in base alla lunghezza d’onda.

Basta osservare quale luce manca a causa del transito per capire da quali gas è composta l’atmosfera. In un prossimo futuro tuttavia, sostengono gli astronomi della Cornell University negli Stati Uniti nello studio pubblicato sulla rivista scientifica della Royal Astronomical Society, i nuovi super telescopi permetteranno di dare uno sguardo più diretto a questi lontani pianeti e capire meglio non solo la loro probabile atmosfera, ma anche cogliere informazioni sulla loro superficie.

Un passo in avanti verso mondi abitabili

Questo sarà un dato importante perché permetterà di compiere un ulteriore salto nella ricerca di nuovi mondi potenzialmente abitabili, sostengono gli scienziati autori dello studio.

"Abbiamo esaminato come le diverse superfici planetarie nelle zone abitabili dei distinti sistemi stellari potrebbero influenzare il clima degli esopioaneti. La luce riflessa sulla superficie dei pianeti svolge un ruolo significativo non solo sul clima generale, ma anche sugli spettri rilevabili della Terra", ha affermato Jack Madden, astronomo e coautore dello studio.

Durante la loro ricerca, gli astronomi hanno esaminato vari tipi di stelle e vari tipi di superfici planetarie, quindi hanno messo a punto un algoritmo capace di calcolare il possibile clima del pianeta basandosi sulla superficie rivelata dalla luce incidente della sua stella ospite. Ad esempio, se un pianeta è roccioso e fatto di basalto nero, assorbirà più luce e quindi avrà una temperatura più calda. Al contrario, una superficie sabbiosa rifletterà più luce, quindi la temperatura complessiva del pianeta sarà più fredda.

Pianeti come t-shirt

L'astronomo Jack Madden ha spiegato il concetto dello studio attraverso un'analogia con la nostra vita di tutti i giorni:

"Pensate di indossare una camicia scura in una calda giornata estiva. Vi riscalderete ancora di più, perché la camicia scura non riflette la luce. Mantiene il calore perché ha un albedo basso (il potere riflettente di una superficie, un albedo basso indica una scarsa capacità di riflettere la luce). Se invece indossate lo stesso tipo di indumento ma bianco, allora l’alto albedo riflette molta più luce e starete più freschi”, ha detto Madden.

Secondo Lisa Kaltenegger, anch’essa coautrice dello studio, l'esempio della camicia spiega con facilità il concetto della ricerca:

"A parità del tipo di stella irradiante, il colore primario della superficie potrà determinare se il clima dell'esopianeta sarà più caldo o più freddo”.

Il nuovo approccio potrebbe migliorare la ricerca di esopianeti potenzialmente abitabili.

Gli astronomi sanno già quali sono le fasce potenzialmente abitabili e quali le atmosfere che potrebbero essere favorevoli ma, chiaramente, scoprire un pianeta con una dominante nera dovuta a rocce basaltiche in zona troppo vicina alla stella, pur se teoricamente abitabile, potrebbe escluderlo dalla ricerca, come pure un pianeta bianco di sabbia o calcare al limite esterno della fascia abitabile andrebbe con ogni probabilità escluso perché quasi certamente troppo freddo.

Certo, meglio sarebbe riuscire a determinare dominati blu dovute all’acqua o addirittura verdi. Ma in quei casi sarebbe fin troppo facile.

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