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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)
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Sars-CoV-2 era presente a Milano già prima del paziente 1 di Codogno, una ricerca del Policlinico di Milano riscrive con dati scientifici la storia della pandemia in Italia.

Il Policlinico di Milano getta nuova luce sull’arrivo del coronavirus in Italia e potrebbe riscriverne la storia. Lo studio condotto sul sangue dei suoi donatori ha scoperto che Covid-19 è giunto a Milano settimane prima del cosiddetto paziente 1 di Codogno.

Non solo, 1 milanese su 20, secondo la stima del Policlinico di Milano, avrebbe sviluppato gli anticorpi contro Sars-CoV-2 già ad inizio pandemia lo scorso 21 febbraio 2020. Lo studio è stato condotto su 800 donatori di sangue e pubblicato in anteprima su medRxiv.

Secondo la ricerca all’inizio della pandemia il 4,6% dei donatori aveva già sviluppato gli anticorpi, mentre ad inizio aprile la percentuale era salita al 7,1%.

"E’ la prima vera conferma scientifica che nell’area metropolitana era presente un sommerso di persone contagiate, già prima che si verificassero i primi casi di malattia conclamata. Seppure si tratti di un articolo in pre-print, è il primo studio sierologico su persone asintomatiche che ci dice chiaramente che siamo ben lontani dall'immunità di gregge. Infine, lo studio ci ricorda che le popolazioni dei donatori di sangue possono aiutarci molto studiare le malattie prima che si manifestino pienamente", ha detto Daniele Prati, direttore del Centro Trasfusionale del Policlinico di Milano.

La ricerca è stata condotta dagli studiosi del Dipartimento di medicina trasfusionale ed ematologia del Policlinico di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano.

Come è stata condotta la ricerca

I donatori sono stati scelti tra quelli presentatisi al centro tra il 24 febbraio e l’8 aprile 2020, così da seguire l’andamento dell’epidemia dal suo inizio ufficiale.

Ai donatori è stato fatto anche il test sierologico per ricercare non certo il virus, il quale non si trova nel sangue, ma per rintracciare gli anticorpi eventuali.

L’analisi è stata condotta comparando i campioni di sangue dei donatori conservati presso il centro e frutto di precedenti donazioni.

Secondo i ricercatori l’indagine ha una specificità del 98,3% e una sensibilità del 100%.

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Coronavirus in Italia: prosegue la fase 2 (10-20 maggio) (105)

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