09:26 26 Maggio 2020
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Il ghepardo sahariano è riapparso nel parco di Ahaggar, nel sud dell'Algeria. È la prima volta dopo oltre 10 anni che viene avvistato un esemplare di questa specie in via di estinzione dai guardiani del parco.

Si stima che in tutto il pianeta non siano rimaste altro che un paio di centinaia di esemplari di questa splendida specie. Nel parco culturale di Ahaggar, nel sud dell’Algeria, erano più di 10 anni che se ne erano perse le tracce. Fortunatamente, lunedì 18 maggio, il direttore del progetto dei parchi culturali algerini, Salah Amokrane, ha potuto comunicare con grande soddisfazione che un esemplare è stato avvistato.

Secondo il funzionario, questa missione investigativa, che va avanti già da diversi anni, ha mobilitato "una cinquantina di agenti [...] di competenze differenti per 120 giorni e 40 telecamere che hanno operato ininterrottamente, generando così un nuovo database di oltre 230.000 foto che sono in fase di studio".

​È intervenuto anche il rappresentante del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) Aliko Blerta, che vive in Algeria, congratulandosi con il Paese per questo "progresso". Gli ha assicurato il sostegno del programma delle Nazioni Unite per "una migliore conservazione della biodiversità nei parchi culturali algerini".

​Il Ghepardo Sahariano

Il ghepardo dell'Africa nord-occidentale (Acinonyx jubatus hecki), più comunemente noto come ghepardo sahariano, è una sottospecie di ghepardi originaria del Sahara e del Sahel. È elencato come in pericolo critico nella lista rossa IUCN. Nel 2008, si stimava che la sua popolazione fosse ridotta a meno di 250 individui.

Il ghepardo dell'Africa nord-occidentale è piuttosto diverso nell'aspetto dagli altri ghepardi africani. Il pelo è più corto e di colore quasi bianco, con macchie che sfumano dal nero sopra la spina dorsale al marrone chiaro sulle zampe. Il viso ha poche o addirittura nessuna macchia e spesso mancano le strisce lacrimali nere tipiche dei ghepardi. La forma del corpo è leggermente più piccola.

Nel deserto del Sahara, la temperatura diurna supera i 40 ° C, l'acqua è scarsa e le piogge irregolari. Le osservazioni dei ghepardi del massiccio dell'Ahaggar, in quelle rarissime occasioni in cui sono state possibili, hanno rivelato che i ghepardi in quest'area mostrano diversi adattamenti comportamentali a questo clima estremo: sono prevalentemente notturni, percorrono distanze maggiori per individuare le rare prede, e conducono una vita sociale più rarefatta. Può sopravvivere senza accesso diretto all’acqua, dissetandosi indirettamente con il sangue delle prede.

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