10:22 13 Luglio 2020
Scienza e tech
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Il concetto alla base del progetto è quello di riuscire a collocare dei mini-satelliti stazionari nell'orbita del corpo celeste oggetto di studio.

La NASA, come riferisce Phys.org, ha approvato di recente un piano di finanziamento per una rivoluzionaria "fionda dinamica orbitale" in grado di tracciare asteroidi e altri corpi celesti, arrivando a una distanza molto ravvicinata con essi.

Il progetto, proposto dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), presuppone l'impiego di una piccola flotta di satelliti statici orbitanti in grado di lanciare delle missioni esplorative verso degli oggetti interstellari in avvicinamento ed è stato notato dalla NASA.

Richard Linares, assistente presso il Dipartimento di Aeronautica e Astronautica e tra gli autori del progetto, ha spiegato le maggiori problematiche dello stesso sono legate alle possibili dimensioni degli oggetti e alle loro caratteristiche fisiche:

"Ci sono un gran numero di sfide importanti legate all'osservazione dalla Terra di oggetti interstellari; normalmente sono così piccoli che è necessaria una particolare illuminazione solare per poterli anche solo identificare con i telescopi", ha spiegato l'esperto, sottolineando che le attuali tecnologie di propulsione sono un fattore limitante per raggiungere lo spazio ad una velocità sufficiente.

I satelliti artificiali in miniatura che il team spera di lanciare in orbita utilizzerebbero delle mini vele solari per regolare la propria orbita e mantenere una posizione adatta per essere alla giusta distanza da comete e asteroidi sulle quali condurre le ricerche.

Tali satelliti saranno dislocati e inviati verso gli oggetti spaziali poco dopo la loro identificazione, con il veicolo spaziale meglio posizionato che riceverà il compito di entrare in contatto con il corpo celeste in questione.

Ogni vela solare sarà in grado di immagazzinare energia in modo tale da poter garantire al satellite di raggiungere l'oggetto interstellare.

Indipendentemente dai risultati che potranno essere raggiunti dal progetto, è assolutamente fuori questione il valore scientifico dello studio dei corpi celesti a distanza ravvicinata:

"Studiare un corpo interstellare da vicino rivoluzionerebbe la nostra comprensione della formazione dei pianeti e della loro evoluzione", ha spiegato Benjamin Weiss del Dipartimento di Scienze terrestri, atmosferiche e planetarie dell'MIT, elogiando la possibilità di poter far luce su come sia possibile il trasferimento cosmico della vita.
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