04:14 02 Giugno 2020
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Ricercatori britannici studieranno i geni di migliaia di pazienti ammalati di COVID-19 per tentare di sciogliere uno dei grandi enigmi del coronavirus: perché uccide alcune persone mentre altri sono del tutto asintomatici?

I ricercatori di tutto il Regno Unito metteranno in sequenza il codice genetico delle persone che si sono ammalate gravemente di COVID-19 e confronteranno i loro genomi con quelli che invece hanno contratto lo stesso virus SARS-CoV-2 ma si sono ammalate lievemente o affatto.

La caccia ai geni specifici che potrebbero causare una predisposizione a sviluppare la malattia COVID-19 in forma grave coinvolgerà fino a 20.000 persone attualmente o precedentemente in terapia intensiva a causa della malattia e circa 15.000 persone invece con sintomi lievi.

Nonostante gli innumerevoli studi, la conoscenza di questo nuovo coronavirus rimane ancora incompleta e molti gli aspetti del tutto oscuri – primo tra tutti proprio il fatto che la malattia che sviluppa può risultare molto grave per alcuni e assolutamente lieve per altri, anche certe volte a parità di età e quadri clinici pregressi.

"Riteniamo che studiando il genoma dei pazienti riusciremo a trovare indizi che ci aiuteranno a capire come la malattia riesca ad uccidere le persone", ha detto a Reuters Kenneth Baillie, un medico di terapia intensiva che sta conducendo lo studio all'Università di Edimburgo.
Il Ministro della Sanità Matt Hancock ha invitato i cittadini a iscriversi al programma. "Se vi verrà chiesto di iscrivervi alla sperimentazione genomica promossa da ‘Genomics England’, allora per favore fatelo, perché in questo modo potremo capire i legami genetici. Fa tutto parte della costruzione di un quadro scientifico di questo virus ".

Confrontare interi genomi tuttavia può essere molto complesso. Sono circa 3 miliardi le coppie di basi di DNA in un organismo umano, e milioni le differenze tra due persone. Quindi serviranno grandi campioni e grandi quantità di dati da confrontare.

"Non sappiamo a livello meccanicistico, a livello di molecole e cellule, quali siano gli eventi che provocano la morte di certi pazienti a causa di di questa malattia", ha detto Baillie.

Baillie lavorerà con le unità di terapia intensiva in tutto il Regno Unito, la Genomics England e un consorzio di ricerca sulla genetica globale noto come Genetica della suscettibilità e della mortalità in terapia intensiva, o GenOMICC.

"Leggendo l'intero genoma potremmo essere in grado di identificare le variazioni che incidono sulla risposta a Covid-19 e scoprire nuove terapie che potrebbero ridurre i danni, salvare vite umane e persino prevenire futuri focolai", ha affermato Mark Caulfield, capo scienziato di Genomics England.

Alcune risposte potrebbero arrivare già tra poche settimane, sperano i ricercatori, non appena saranno noti i dati provenienti dal primo campione di 2mila pazienti allo studio, ma naturalmente conclusioni dal valore scientifico potranno essere disponibili solo dopo aver analizzato campioni ben più consistenti.

"La possibilità di morire per un'infezione è fortemente codificata nei geni - molto più fortemente codificata rispetto alle possibilità di morire per malattie cardiache o cancro", ha asserito il dottor Baillie.
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