07:57 26 Maggio 2020
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Coronavirus: superati i 4 milioni casi nel mondo (10-20 maggio) (103)
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Uno studio di ricercatori statunitensi ha spiegato la perdita dell'olfatto in alcuni pazienti contagiati dal coronavirus.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista ACS Chemical Neuroscience.

Secondo diversi materiali, la perdita dell'olfatto è il sintomo più comune di Covid-19, verificandosi anche in assenza di febbre e tosse. I ricercatori statunitensi hanno scoperto che le proteine ​​mediante le quali le particelle del virus penetrano nell'organismo sono prodotte dalle cellule della cavità nasale. Dopo diversi esperimenti sui topi, è stato possibile capire che una maggiore quantità di queste proteine ​​- il recettore ACE2 e la proteasi TMPRSS2 - sono prodotte nei soggetti più anziani. Per questo motivo i pazienti anziani hanno maggiori probabilità di avere un decorso della malattia più difficile rispetto ai pazienti più giovani.

Lo studio afferma che al momento non ci sono informazioni su quali cellule dell'epitelio olfattivo della cavità nasale producano queste proteine agevolando l'infezione di COVID-19.

I medici hanno inoltre osservato che il possesso di queste informazioni aiuterà a migliorare la diagnosi e ad accelerare lo sviluppo di un vaccino contro Covid-19.

In precedenza i ricercatori del King's College di Londra avevano affermato che la perdita dell'olfatto e del gusto rappresentano i principali segnali dell'infezione da coronavirus.

Tema:
Coronavirus: superati i 4 milioni casi nel mondo (10-20 maggio) (103)
Tags:
USA, Scienza e Tecnica, Medicina, Coronavirus
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