09:24 27 Maggio 2020
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Un nuovo studio ha analizzato i genomi dei virus dei pipistrelli e ha trovato in essi alcuni elementi caratteristici del coronavirus SARS-CoV-2. Queste similitudini farebbero pensare alla possibilità di una evoluzione del virus a partire da tali lontane ‘parentele’ ma mancano ancora alcuni anelli di congiunzione per una risposta definitiva.

I risultati dello studio, condotto in prevalenza da scienziati cinesi ma a cui ha partecipato anche il Consiglio di Ricerche australiano, sono stati pubblicati sul portale scientifico Current Biology e rilanciati sulla rivista specializzata online EurkAlert.

La questione delle origini del nuovo coronavirus che ha causato la pandemia COVID-19, è al centro del dibattito politico internazionale, fonte di varie speculazioni, nonché motivo di tensioni geopolitiche. E sebbene la maggior parte dei ricercatori più accreditati sostenga che il serbatoio naturale per la diffusione di questi tipi di virus siano i pipistrelli, di fatto l’origine esatta del virus resta ancora sconosciuta.

Questo nuovo studio tenta di fare maggiore chiarezza e offre un tassello in più alla ricerca della verità, purtuttavia, per ammissione degli stessi scienziati, una parola definitiva non si possa ancora esprimere.

I biologi cinesi e australiani autori della ricerca, studiando i pipistrelli, hanno identificato in questi un virus che a loro avviso potrebbe essere considerato come il parente più stretto del SAR-CoV-2, in quanto alcune aree del suo genoma avrebbero inserti di aminoacidi molto simili.

Stiamo parlando degli inserti di aminoacidi della proteina S – l’S1 e l’S2, proprio quelli che spuntano sulla superficie del virus e che questi utilizza per attaccarsi alle cellule ospiti. Si tratta di inserti unici e presenti in tutte le sequenze di SARS-CoV-2 classificate finora.

Questo farebbe pensare al fatto che questo virus dei pipistrelli, denominato RmYN02, potrebbe essere un avo diretto del SARS-CoV-2, tuttavia il suo genoma contiene anche sequenze che differiscono alquanto. Aspetto che farebbe pensare che per arrivare al virus che nell’uomo causa la malattia COVID-19 ci siano state delle mutazioni importanti se non passaggi addirittura intermedi in altre specie animali.

Secondo i ricercatori, sebbene il virus RmYN02 non possa essere definito con esattezza come un precursore evolutivo diretto del SARS-CoV-2, mostrerebbe che eventi insoliti (mutazioni) che portano alla comparsa di inserti di aminoacidi, possono verificarsi naturalmente durante l'evoluzione.

"Dalla scoperta di SARS-CoV-2, ci sono state ipotesi infondate secondo cui il virus avrebbe un'origine artificiale", ha affermato Weifeng Shi, professore all'Istituto di biologia patogena presso la Prima Università medica di Shandong, in un comunicato stampa, "In particolare, è stato detto che l'inserto S1 / S2 è molto insolito e può indicare manipolazioni di laboratorio. Il nostro articolo mostra chiaramente che tali eventi si verificano naturalmente in natura".

Gli autori osservano che, attraverso l'intera sequenza genomica, un altro virus di pipistrelli, il RaTG13, che è stato rilevato nella provincia dello Yunnan in Cina, è parrebbe essere ancora più vicino al SARS-CoV-2. Ma anche in questo caso la compatibilità degli RNA dei due virus si ferma al ‘solo’ 97,2%, lasciando parti importanti delle due sequenze distinte.

"Dal momento in cui si è scoperto nel 2005 che i pipistrelli erano la fonte del coronavirus SARS, l'interesse per loro come riserve naturali di una varietà di virus RNA, compresi i coronavirus, è rimasto molto elevato", afferma il dott. Shi.

All'inizio di gennaio, poco dopo l'identificazione del SARS-CoV-2, gli scienziati avevano iniziato a studiare campioni per il sequenziamento metagenomico e da lì era giunta la scoperta.

"Il nostro lavoro fa più luce sull'origine evolutiva del SARS-CoV-2", conclude lo scienziato, primo autore dello studio, "Né RaTG13 né RmYN02 sono precursori diretti del SARS-CoV-2, poiché esiste ancora un divario evolutivo tra questi virus. Ma il nostro studio suggerisce fortemente che il campionamento di più specie selvatiche rivelerà l’intera catena evolutiva del virus SARS-CoV-2 e porterà a conoscere i suoi antenati diretti, che ci diranno molto su come questo virus sia arrivato all’uomo”.
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