17:21 13 Agosto 2020
Scienza e tech
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Stando a quanto diramato dall’Osservatorio astronomico nazionale dell’Accademia cinese delle Scienze, la Cina ha avviato la ricerca di civiltà extraterrestri mediante il FAST, il radiotelescopio più grande al mondo.

Cosa comporta il processo di ricerca e quali traguardi sono stati già raggiunti in questo senso? Huang Yongfeng, collaboratore dell’Istituto di astronomia presso l’Università di Nanchino, lo ha spiegato a Sputnik.

Secondo Huang Yongfeng, al momento esistono 3 modi per ricercare civiltà extraterrestri. Il più diffuso è raccogliere segnali od onde radio provenienti da una tale civiltà. Anche se un corpo celeste si trova lontano da noi, le sue onde radio possono raggiungere la Terra e mediante un radiotelescopio possiamo ricevere queste onde.

“I corpi celesti come il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle possono generare onde radio. I telescopi utilizzati in astronomia per intercettare queste onde sono chiamati radiotelescopi”, ha affermato l’esperto.

Inoltre, posto che esistano forme di vita extraterrestre, queste potrebbero essere in grado di inviarci dei segnali.

“Il FAST è in grado di esaminare le onde radio provenienti dallo spazio o dal nucleo di un pianeta. Tuttavia, l’intensità di queste onde radio è molto elevata, pertanto è molto difficile capire tra una moltitudine di segnali diversi quali possano essere le tracce di civiltà extraterrestri. Tuttavia, proprio la diversità di segnali ci suggerisce la presenza di forme di vita extraterrestri. Le onde radio che provengono da oggetti creati artificialmente differiscono da quelle naturali”.

Al momento questo è il metodo più pratico e preciso ed è quello sulla base del quale opera il telescopio cinese FAST.

Al mondo vi sono alcune decine di radiotelescopi, ma i progetti più promettenti sono l’Arecibo a Porto Rico e l’“occhio celeste” cinese, il FAST.

“Chiaramente il progetto più noto in tutto il mondo per lo studio della vita extraterrestre è il SETI@home (un progetto volontario di calcolo sulla piattaforma BOINC, messo a punto dal centro di ricerca SETI presso l’Università della California di Berkeley). Il progetto utilizza il radiotelescopio Arecibo per identificare onde radio emesse da corpi celesti. Tuttavia, i dati raccolti da Arecibo non hanno trovato alcuna evidenza concreta a conferma dell’esistenza di segnali extraterrestri”.

Il telescopio FAST è entrato ufficialmente in servizio l’11 gennaio 2020. Ma già nel 2016 la sua sensibilità superava di ben 10 volte quella dell’osservatorio Arecibo. Una volta perfezionato il progetto, attorno al telescopio principale è stata installata una rete di 10 telescopi ausiliari del diametro compreso tra 30 e 50 metri. Grazie a queste integrazioni il FAST è diventato 6 volte più potente e ora opera a una velocità 19 volte maggiore.

“Rispetto al radiotelescopio Arecibo, il FAS presenta diversi vantaggi per via delle sue dimensioni maggiori. È lo strumento ideale per la ricerca di forme di vita extraterrestre. Tuttavia, considerato che l’Arecibo è stato ampiamente utilizzato senza trovare alcun segnale inequivocabile di vita extraterrestre, non possiamo aspettarci progressi istantanei con il FAST. Sicuramente in futuro c’è un certo margine di progresso, ma per avere risultati concreti dobbiamo continuare ad aspettare”.

Durante il suo periodo di attività il FAST ha identificato circa 102 nuove pulsar, fonti non identificati di onde radio che hanno attraversato la Terra sotto forma di scintille a cadenza regolare.

Esiste un secondo metodo di ricerca che richiede però grandi investimenti in termini di tecnologia e risorse, pertanto non viene attuato in questa fase. Sarebbe possibile inviare delle sonde contenenti informazioni circa la nostra civiltà quali registrazioni video o grafici.

“Simili sonde debbono essere molto veloci per uscire dai confini del Sistema solare e raggiungere le stelle più vicine. Solo così le civiltà extraterrestri potranno intercettare la sonda, una sorta di “biglietto da visita” dei terrestri. Tuttavia, la stella più vicina è a 4,2 anni luce”.

Il terzo metodo è l’invio di onde radio ai pianeti che, secondo le nostre ipotesi, potrebbero essere abitati nella speranza di una risposta.

“Se esistono forme di vita intelligenti queste potrebbero intercettare i segnali. Ma anche nel caso in cui ci riuscissero, avrebbero grandi difficoltà a decifrare le informazioni da noi inviate”.

Tra l’altro, molti sostenitori delle teorie del complotto sostengono che, qualora il segnale arrivasse a una civiltà più avanzata della nostra, noi metteremmo a rischio il nostro pianeta. E allora la Terra potrebbe diventare lo scenario del bestseller cinese “Il problema dei tre corpi” di Liu Cixin (Il libro racconta del primo contatto tra i terrestri e una civiltà extraterrestre e delle conseguenze indesiderate che ne derivano. Nel 2015 l’autore ha ricevuto il prestigioso premio Hugo per il miglior romanzo fantascientifico).

Nuovi timori generano anche le registrazioni video diramate pochi giorni fa dal Pentagono che raffigurerebbero un UFO identificato dall’Aeronautica militare statunitense. Tuttavia, Huang Yongfeng non ritiene che questi dati provino realmente l’esistenza degli alieni:

“È improbabile che questi cosiddetti UFO siano la manifestazione di forme di vita aliene. Chiaramente, non dubito dell’esistenza di altre forme di vita nella galassia o nei pianeti di tutto l’Universo. Il problema, però, è che, anche se vi è vita nella galassia, per via delle grandi distanze che ci separano è improbabile che altre forme di vita raggiungano la Terra. Preferisco pensare che questi UFO possano essere fenomeni atmosferici o naturali, corpi volanti artificiali, allucinazioni o persino trovate create appositamente per creare scalpore”.

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alieni, UFO
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