09:50 05 Giugno 2020
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La pandemia del coronavirus: superati i 3 milioni di casi nel mondo (27 aprile - 10 maggio) (106)
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Oltre ad essere stato rinvenuto nella saliva, urina e feci, ora dei ricercatori cinesi hanno rilevato tracce di coronavirus anche nello sperma umano. Si tratta quindi di una malattia trasmissibile anche sessualmente? Lo studio cinese evita di trarre conclusioni affrettate mentre in Italia al momento la comunità medica escluderebbe tale possibilità.

Un team di ricercatori cinesi ha rilevato, in uno studio apparso giovedì sulla rivista scientifica Journal of American Medical Association, che lo sperma di diversi uomini che avevano contratto il Covid-19 è risultato positivo al virus. Il fenomeno è stato notato anche in pazienti in remissione.

Lo studio condotto dai medici dell’ospedale municipale di Shangqiu, nella provincia di Henan, su 38 uomini ricoverati per la malattia, ha rilevato che lo sperma di 6 di questi, cioè il 16%, è risultato positivo al virus SARS-CoV-2.

I ricercatori hanno affermato che si tratterebbe di risultati preliminari nonché basati solo su di un piccolo campione statistico e sarebbero necessarie ulteriori ricerche per capire se la trasmissione sessuale possa avere anch’essa un ruolo nella diffusione della pandemia di COVID-19.

"Sono necessari ulteriori studi e informazioni più dettagliate sulla diffusione del virus, il tempo di sopravvivenza e la concentrazione nel seme", ha scritto il team nella pubblicazione apparsa anche su JAMA Network Open.

"Se si potesse dimostrare che il SARS-CoV-2 può essere trasmesso anche sessualmente, questo potrebbe essere un ulteriore aspetto critico della prevenzione. Soprattutto considerando il fatto che questo virus è stato rilevato nello sperma di pazienti in fase di recupero”, è scritto nello studio.

Esperti indipendenti hanno affermato che i risultati sono interessanti ma dovrebbero essere considerati con cautela e nel contesto di altri piccoli studi che non hanno trovato il nuovo coronavirus nello sperma.

Allan Pacey, professore di andrologia presso la Sheffield University britannica, citato da Reuters, ha affermato che gli studi non dovrebbero essere considerati conclusivi, dal momento che esistono particolari difficoltà tecniche nel testare lo sperma per i virus. Ha osservato inoltre che la presenza di SARS-CoV-2 nello sperma non necessariamente dimostra che il virus possa essere attivo e capace di causare infezione.

"Tuttavia, non dovremmo essere sorpresi se il virus che causa COVID-19 si trovi anche nello sperma di alcuni uomini, dal momento che il fenomeno è riscontrabile nel caso di molti altri virus come Ebola e Zika", ha detto.

Secondo gli esperti della Società Italiana di Contraccezione (SIC) la possibilità di trasmissione del virus attraverso il liquido seminale o le secrezioni vaginali sarebbe molto remota pur se Franca Fruzzetti, presidente SIC e responsabile dell’ambulatorio di Endocrinologia ginecologica dell’ospedale universitario Santa Chiara di Pisa, consigli comunque di “fare attenzione e proteggersi".

"Il preservativo, associato alla contraccezione ormonale, rappresenta sempre un'ottima arma anche di fronte a possibilità di rischio molto basse” ha detto l’esperta in una recente intervista ai media italiani nella quale per altro ha spiegato che mezzo di trasmissione ben più efficace per il virus sia il bacio. Il che comunque riporta al tema della sessualità e ai tempi duri che stiamo vivendo in tema di relazioni umane.

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