08:37 27 Maggio 2020
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La pandemia del coronavirus: superati i 3 milioni di casi nel mondo (27 aprile - 10 maggio) (106)
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Non può essere una coincidenza, oramai è scientificamente dimostrato. Anche il nuovo studio pubblicato dai ricercatori cinesi conferma che il coronavirus è letale per gli uomini molto più che per le donne.

Un nuovo studio condotto da scienziati cinesi conferma quanto le statistiche avevano già mostrato in tutto il mondo – il coronavirus è molto più letale per gli uomini che per le donne. In particolare, secondo i dati di questo studio pubblicato sulla rivista specializzata Frontiers in Public Health, negli uomini la mortalità per COVID-19 sarebbe addirittura ben 2,4 volte superiore rispetto a quella delle donne, cioè ben più del doppio, e che la malattia stessa proceda per questi in una forma spesso più grave.

In realtà sono molti gli aspetti ancora misteriosi e la nuova infezione da coronavirus COVID-19 rimane in gran parte un mistero per gli scienziati sotto molti punti di vista. Soprattutto non si riesce a capire appieno per quale motivo la malattia per alcuni rappresenti un pericolo mortale, mentre per altri proceda in forma addirittura asintomatica.

Già dall'inizio della pandemia, era chiaro che gli anziani e le persone con malattie concomitanti, come il diabete, le malattie cardiovascolari e respiratorie, rientrassero nel principale gruppo di rischio. Molto è stato scritto sulle caratteristiche del COVID-19 nei bambini, soggetti in cui di norma, procede in una forma lieve.

Gli scienziati medici cinesi del Tongren Beijing Hospital hanno eseguito una ennesima analisi delle differenze di genere in termini di mortalità da COVID-19 per ulteriore conferma della tendenza statistica. I risultati dello studio hanno mostrato che uomini e donne sono ugualmente sensibili al virus, nel senso che hanno pari possibilità di contrarlo, ma gli uomini hanno molte più probabilità di soffrire delle gravi conseguenze della malattia e morire.

"Ai primi di gennaio, abbiamo notato che il numero di uomini che muoiono per COVID-19 era più alto delle donne", ha detto il relatore capo dello studio, il dott. Jin-Kui Yang, in un comunicato stampa. "Abbiamo quindi deciso di valutare le differenze di genere nei pazienti con COVID-19 e abbiamo iniziato lo studio".

L'analisi ha incluso 43 pazienti che i medici stessi avevano trattato e 1.056 pazienti con COVID-19 tratti da un database pubblico. Dato che il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è simile al virus della sindrome respiratoria acuta SARS del 2003 - utilizza infatti anch’egli la proteina ACE2 per penetrare nelle cellule - gli scienziati hanno integrato il campione con i dati di 524 pazienti che avevano avuto la SARS 2003. L'età e il numero di uomini e donne infetti nel campione erano gli stessi.

I risultati degli autori confermano che tra i pazienti con COVID-19, il gruppo con i sintomi più gravi e il più alto rischio di morte sono gli anziani con concomitanti patologie pregresse. Ma tra i rimanenti, negli uomini, di regola, la malattia procedeva in una forma più grave rispetto alle donne.

Nel set di dati COVID-19 complessivo, oltre il 70% dei pazienti deceduti erano uomini, il che significa che gli uomini hanno un tasso di mortalità di quasi 2 volte e mezza quello delle donne, indipendentemente dall'età. I ricercatori hanno trovato una tendenza simile nel set di dati SARS del 2003.

È interessante notare che i livelli di proteina ACE2 coinvolti nell’attacco virale sia nella SARS che nella COVID-19, erano più alti nei pazienti con malattie cardiovascolari e diabete, così come in tutti gli uomini, indipendentemente dall'età. Secondo gli autori dello studio, potrebbe essere proprio questo il motivo per cui il virus attacca di più gli uomini.

Gli scienziati cinesi ritengono tuttavia che per determinare con precisione il motivo per cui COVID-19 sai più grave negli uomini e abbia un tasso di mortalità più elevato, saranno necessari ulteriori e più approfonditi studi. Tuttavia, i risultati ottenuti sono una chiara evidenza della maggiore vulnerabilità degli uomini al nuovo coronavirus, e questo consente di identificare più accuratamente i gruppi di massimo rischio.

"Raccomandiamo che i pazienti maschi più anziani ricevano ulteriori cure di supporto e accesso immediato alle unità di terapia intensiva", afferma il dottor Yang.

In precedenza altri studi avevano affrontato il tema della maggiore letalità della malattia COVID-19 negli uomini e in generale la migliore risposta immunitaria delle donne a tutti i tipi di coronavirus. Diverse spiegazioni scientifiche per giustificare il fenomeno erano state proposte dai ricercatori. Per approfondimenti rimandiamo all’articolo che avevamo pubblicato sul tema in precedente occasione.

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