11:12 13 Luglio 2020
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La pandemia del coronavirus: superati i 2 milioni di casi nel mondo (15 - 27 aprile) (119)
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L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che attualmente non ci sono prove che dimostrino che i pazienti guariti da COVID-19 non possano ammalarsi di nuovo, per cui non può avvalorare le proposte di alcuni governi di introdurre il cosiddetto ‘passaporto immunitario’.

Alcuni governi, desiderosi di un graduale ritorno al lavoro e alla ripresa delle attività economiche, avevano avanzato l’idea di creare un documento capace di confermare, sulla base dei dovuti test sierologici, la presenza di anticorpi nel sangue e l'immunità al coronavirus dei soggetti che l’avessero già contratto.

Ma l'efficacia della protezione contro il SARS-CoV-2 grazie agli anticorpi non sarebbe stata ancora stabilita da nessuna ricerca scientifica fa notare l’Organizzazione Mondiale della Sanità in un articolo pubblicato sul proprio sito ufficiale.

"Attualmente non ci sono prove che dimostrino se i pazienti ripresi dal COVID-19 e che hanno gli anticorpi, siano anche automaticamente protetti dalla reinfezione", ha affermato l'OMS. "Al 24 aprile 2020, nessuno studio ha ancora valutato se la presenza di anticorpi al virus SARS-CoV-2 sia sufficiente ad impedire successive nuove infezioni del virus".

Si noti inoltre, spiega la stessa OMS, che non tutti i pazienti sviluppano una risposta immunitaria sufficientemente forte e alcuni di quelli che, pure hanno superato la malattia, potrebbero presentare livelli molto bassi di anticorpi nel sangue.

L'OMS ritiene quindi che in questa fase della pandemia, non vi siano dati scientifici sufficienti per poter rassicurare coloro che abbiano già contratto il virus e superato, di non poterlo contrarre nuovamente.

Inoltre l'uso di tali "passaporti", qualora approvati, rischierebbero di creare una eccessiva illusione di sicurezza nei loro proprietari invogliandoli a non conformarsi più agli standard di prevenzione per finire quindi con l’aumentare il rischio di diffusione ulteriore della malattia.

Un altro fattore che, secondo l'organizzazione internazionale, rendebbe prematuro discutere l'introduzione di tali documenti, sarebbe l'inaffidabilità dei test stessi.

"Gli attuali test sierologici necessitano di ulteriori verifiche per determinarne l'accuratezza e l'affidabilità", afferma il documento. "In primo luogo, possono erroneamente contrassegnare le persone che sono state infettate come negative e, in secondo luogo, le persone che invece non sono state infettate, in alcuni casi potrebbero erroneamente finire contrassegnate come positive. Entrambi gli errori avrebbero gravi conseguenze e influenzerebbero gli sforzi per controllare la diffusione della malattia".

Gli esperti osservano in ultimo che i test a disposizione attualmente non distinguono la risposta immunitaria al nuovo coronavirus da quella prodotta in risposta agli altri coronavirus umani noti (SARS, MERS e altri due meno aggressivi che causano solo lievi raffreddori).

"Le persone infette da uno di questi coronavirus sono in grado di produrre anticorpi che interagiscono con gli anticorpi prodotti in risposta all'infezione da SARS-CoV-2 e con i quali possono essere confusi", afferma il rapporto dell'OMS che quindi sconsiglia l’adozione dei passaporti immunitari, i quali avrebbero consentito ai guariti di tornare a potersi muovere liberamente.
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La pandemia del coronavirus: superati i 2 milioni di casi nel mondo (15 - 27 aprile) (119)
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