08:53 27 Maggio 2020
Scienza e tech
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Biologi tedeschi e britannici sono riusciti a decifrare il genoma completo del virus dell'herpes simplex, che si è rivelato essere molto più complicato di quanto si pensasse. Ora la scoperta si spera possa essere utilizzata anche per la cura del cancro grazie alla tecnica della viroterapia.

I risultati del recente studio sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications e hanno dimostrato quanto il genoma di questo virus sia in realtà ben più articolato di quanto si pensasse.

Il virus dell'herpes simplex di tipo 1 (HSV-1) è uno dei virus più comuni nell’uomo. Secondo varie fonti, dal 60 al 95 percento dell'intera popolazione adulta mondiale ne sarebbe infetta.

Una volta entrato nell’organismo, il virus dell'herpes simplex rimane lì per il resto della vita. Potrebbe non essere in grado di manifestarsi a lungo, o anche mai, dal momento che diventa attivo solo in circostanze speciali, come un sistema immunitario indebolito, ipotermia, stress nervoso.

Nella maggior parte delle persone, l'HSV-1 si manifesta sotto forma di eruzioni cutanee accompagnate da uno spiacevole prurito sulle labbra o sotto il naso, il cosiddetto ‘herpes labiale’. Vi è poi un secondo tipo di herpes simplex, l’HSV-2 che colpisce invece principalmente i genitali. In alcuni casi, fortunatamente non molto frequenti, le infezioni da herpes possono avere conseguenze anche piuttosto gravi. Ad esempio, l'HSV-1 può causare encefalite erpetica, che spesso porta a danni cerebrali irreversibili o polmonite potenzialmente addirittura letale.

Fino ad ora, gli scienziati pensavano che il genoma del virus HSV-1 non fosse particolarmente complesso e possedesse al massimo 80 di quei cosiddetti quadri di lettura aperti (ORF - Open Reading Frame), cioè quelle sorti di ‘capitoli di lettura’ che consentono di codificare un'intera proteina. Ebbene, questo nuovo studio dimostra invece che i capitoli sono ben 284. I genetisti tedeschi e britannici che si sono dedicati alla ricerca sono riusciti quindi ad indentificare centinaia di questi capitoli che in realtà non sono altro che trascrizioni di molecole di RNA.

"I nuovi risultati ci consentono ora di studiare i singoli geni del virus in modo molto più dettagliato rispetto a prima", ha detto il primo relatore dello studio, il professore del Dipartimento di virologia Lars Dölken, in un comunicato stampa della Julius-Maximilians-Universität di Würzburg, (JMU) in Baviera.

I ricercatori della JMU, insieme ai colleghi del Max Delbrück Center for Molecular Medicine di Berlino, dell'Università di Cambridge in Inghilterra e dell'Università Ludwig e Maximilian di Monaco, hanno utilizzato una vasta e innovativa gamma di approcci di biologia analitica per giungere al risultato, tra cui la tecnica della proteomica quantitativa e della genetica inversa (rispettivamente una tecnica di chimica analitica per determinare la quantità di proteine in un campione e un metodo di analisi genetica che partendo dal genotipo identifica il fenotipo).

Al fine di rendere tutti i dati facilmente accessibili per la percezione, gli autori hanno sviluppato uno speciale programma di visualizzazione in grado di mostrare risultati a qualsiasi livello - dal genoma completo alla risoluzione di un nucleotide.

I dati ottenuti sono importanti non solo per una migliore comprensione del virus stesso ma, asseriscono i ricercatori, avrà una importante applicazione pratica perché, a partire da questa base dell’HSV-1, si potranno sviluppare dei virus oncolitici capaci di essere utilizzati nel trattamento immunologico di alcune malattie oncologiche importanti, come il melanoma maligno.

Viroterapia

Questa area dell'oncologia si chiama viroterapia. Consiste nel creare virus artificiali capaci di aggredire l’organismo ma attaccando più specificatamente le cellule cancerogene. Un concetto simile alla chemioterapia ma che funzioni dall’interno e che sia più mirato alla distruzione specifica delle cellule tumorali. Si tratta di una branca della medicina ancora agli albori ma molto promettente.

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