09:32 27 Maggio 2020
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Un’équipe di neuroscienziati europei e americani ha scoperto sezioni del percorso linguistico responsabile del linguaggio nel cervello dei primati, che si separarono dal ramo delle scimmie antropoidi 25 milioni di anni fa.

Sebbene lingua e il linguaggio siano unici per la specie umana, si riteneva che le basi della cognizione uditiva e della comunicazione vocale fossero apparse nel cervello di un antenato comune di scimmie antropomorfe circa cinque milioni di anni fa.

Scienziati provenienti da Europa e Stati Uniti hanno analizzato le zone uditive e i percorsi del cervello negli umani e in varie scimmie, non solo antropomorfe, ma anche quelle i cui percorsi evolutivi si erano discostati dagli ominidi ben prima - 25 milioni di anni fa. Il risultato della ricerca, apparsa sulla rivista Nature Neuroscience, dimostra che la cosiddetta regione linguistica del cervello dei rappresentanti di tutti i rami dei primati, il percorso cioè che collega la corteccia uditiva con le aree del lobo frontale che sono importanti per l'elaborazione della lingua e del linguaggio, è presente anche in queste.

"Ammetto che siamo stati sorpresi di vedere un percorso simile nel sistema uditivo dei primati non antropomorfi (non Hominidae)", ha dichiarato il capo dello studio, professore di medicina Chris Petkov, citato in un comunicato stampa dell'Università di Newcastle. "Lo avevamo previsto, ma non potevamo sapere con certezza se il percorso linguistico umano avesse una base evolutiva così lunga".

Per i neuroscienziati, uno studio comparativo delle caratteristiche fisiologiche delle specie correlate è paragonabile alla ricerca sui fossili antichi che eseguono i paleontologi. Confrontando il cervello dei primati viventi e degli umani, i biologi sono in grado di dedurre come fossero i loro antenati comuni.

Ora è chiaro che le origini di uno strumento così unico come il linguaggio e dei mezzi cognitivi necessari alla comunicazione, siano stati il risultato di un percorso evolutivo molto lungo. Tuttavia, nel cervello di quale particolare rappresentante degli antichi mammiferi sia scoccata la scintilla che ha dato il via al linguaggio, gli scienziati non lo sanno ancora.

"È come cercare un antenato perduto da tempo", afferma Petkov. "È incredibile che abbia un'origine ancora più antica di quella che si riteneva e che sia ancora da scoprire".

Lo studio si è basato sulla scansione del cervello umano e di altri primati. Gli autori sperano che le loro scoperte ispirino gli scienziati a riempire i database open source scientifici con nuovi risultati di scansioni, in modo da consentire ai neuroscienziati di continuare a cercare le origini del linguaggio umano e scoprire quali altri animali possiedano nel cervello frammenti del percorso linguistico.

"Questa scoperta ha un enorme potenziale per comprendere quali aspetti della conoscenza e del linguaggio umani possano essere studiati nei modelli animali", ha affermato Timothy Griffiths, primo autore dello studio, consulente neurologo dell'Università di Newcastle.
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