01:39 28 Maggio 2020
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Emergenza coronavirus: situazione in Italia (21 aprile - 2 maggio) (148)
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Una ricerca coordinata dall'Istituto superiore di sanità che coinvolge 3 ricercatori italiani, ha ricostruito il modello scientifico che spiega perché Covid-19 colpisce in modo così variegato.

Un nuovo studio in fase di pubblicazione e condotto dall’Istituto superiore di sanità, presenta quello che viene definito “il primo modello scientifico che spiega in modo coerente e unificante l’enorme diversità delle manifestazioni cliniche della Covid-19”.

Lo studio condotto da tre ricercatori italiani, Paolo Maria Matricardi, Roberto Walter Dal Negro e Roberto Nisini, e che verrà pubblicato dalla rivista scientifica Pediatric Allergy and Immunology, ha scoperto che “l’esito dell’infezione si decide nelle prime 2 settimane dal contagio e dipende dal bilancio tra la dose cumulativa di esposizione virale e l'efficacia della risposta immunitaria innata locale. Le componenti attive sono gli anticorpi IgA e IgM naturali (che si trovano nella saliva e nelle secrezioni delle mucose delle vie aeree superiori).

Quando il virus diventa pericoloso

Il virus diventa maggiormente pericoloso se in presenza di tre condizioni distinte dello stato di salute e/o di esposizione della persona alla carica virale di Sars-CoV-2.

  • “l’immunità innata è debole, questa condizione si realizza in molti anziani e nei soggetti privi di anticorpi per difetti genetici”;
  • “l’esposizione cumulativa al virus è enorme, questa situazione si realizza per esempio tra medici e operatori sanitari che hanno curato molti pazienti gravi senza le opportune protezioni”;
  • “si compie un esercizio fisico intenso e/o prolungato, con elevatissimi flussi e volumi respiratori, proprio nei giorni di incubazione immediatamente precedenti l’esordio della malattia, facilitando così la penetrazione diretta del virus nelle vie aeree inferiori e negli alveoli, riducendo fortemente l’impatto sulle mucose delle vie aeree, coperte da anticorpi neutralizzanti”.

Se Sars-CoV-2 supera l’immunità innata

Se il virus supera il blocco dell’immunità innata e riesce a superare le vie aree superiori e ad annidarsi negli alveoli già nelle prime fasi dell’infezione, “allora può replicarsi senza resistenza locale, causando polmonite e rilasciando elevate quantità di antigeni”.

“La successiva risposta immunitaria adattativa è ritardata, provoca grave infiammazione e innesca cascate di mediatori, che portano a complicazioni che spesso richiedono terapia intensiva e, in alcuni pazienti, causano il decesso”, spiega ancora l’Iss presentando la ricerca.

Secondo gli ultimi dati dell'Istituto Hopkins, ad oggi quasi 2,9 milioni di persone sono state infettate dal coronavirus, di queste oltre 200mila sono morte. 

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