23:00 04 Agosto 2020
Scienza e tech
URL abbreviato
La pandemia del coronavirus: contagi mondiali si avvicinano a 2 milioni (10-15 aprile) (58)
103
Seguici su

Un gruppo di ricercatori che ha esaminato le acque reflue in Massachusetts, ha trovato tracce dell'agente patogeno in quantità superiore a quella prevista, dato il numero di casi confermati nell'area.

Il virus responsabile dell'epidemia COVID-19 si trova nelle acque reflue. E' quanto emerge da uno studio condotto da un'equipe di scienziati della startup Biobot Analytics, del Massachusetts Institute of Technology (MIT), dell'Università di Harvard e del Brigham and Women's Hospital, che ha effettuato una serie di test sulle acque di un'importante struttura di trattamento urbana, che serve una vasta area del Massachusetts.

Nei test, effettuati nel periodo tra il 18 e il 25 marzo, è stato riscontrato il virus Sars-Cov2 in quantità maggiori rispetto a quanto previsto.

Eric Alm, uno degli autori dello studio, ha spiegato che è possibile rilevare  il nuovo coronavirus nelle acque reflue cercando la sua impronta genetica. Secondo l'esperto, i virus sono essenzialmente veicoli per la consegna del loro materiale genetico alle cellule ospiti.

"Anche se quelle particelle virali non sono più attive o in grado di infettare l'uomo, possono comunque trasportare materiale genetico che può essere rilevato usando un approccio chiamato PCR (reazione a catena della polimerasi) che amplifica il segnale genetico di molti ordini di grandezza, creando miliardi di copie del genoma per ciascun virus iniziale. Usiamo una tecnica chiamata qPCR o PCR quantitativo per stimare quante copie di genomi specifici di SARS-Cov2 sono presenti in un dato campione ", ha riferito Alm all'agenzia statunitense Newsweek.

Le particelle virali nelle acque reflue vengono notevolmente diluite, quindi i ricercatori le hanno arricchite utilizzando uno speciale processo chimico e una centrifuga ad alta velocità, prima di estrarre i materiali genetici. Hanno quindi utilizzato la PCR quantitativa per stimare la quantità di virus nelle acque reflue. Questo procedimento ha consentito di stimare quante individui potrebbero essere positivi all'interno dell'area presa in considerazione. 

Nel periodo in cui sono state effettuate le rilevazioni sono stati registrati 450 casi di positività al nuovo coronavirus, ma i test effettuati suggeriscono che questa cifra potrebbe essere maggiore. Tuttavia c'è bisogno di maggiori verifiche per individuare l'esatto numero. 

"La quantità di virus che abbiamo trovato nelle acque reflue era più alta di quanto ci aspettassimo, dato il numero di casi clinicamente confermati nell'area che abbiamo campionato", ha detto Alm. "Abbiamo ancora ulteriori esperimenti da eseguire prima di poter dire esattamente quanti casi non diagnosticati potrebbero esserci, ma riteniamo che potrebbe essere significativamente superiore al numero di casi confermati".

Secondo Alm il numero potrebbe essere maggiore a 2.300 casi e addirittura superare i 110.000 contagi. 

I test sulle acque reflue potrebbero aiutare a fornire un quadro più accurato nel delineare la diffusione di COVID-19, nonché future pandemie.

"Ad esempio, se il numero di casi effettivi è molto più elevato del numero di casi noti, i tassi di mortalità dei casi segnalati potrebbero essere inferiori a quelli attualmente visualizzati", ha detto. Inoltre "avere stime accurate della prevalenza della malattia aiuterà le città a pianificare il tipo di risorse di cui avranno bisogno quando la prevalenza della malattia raggiunge il suo picco".
Tema:
La pandemia del coronavirus: contagi mondiali si avvicinano a 2 milioni (10-15 aprile) (58)
Tags:
USA
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook