09:36 29 Maggio 2020
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I microbiologi coreani hanno compilato la prima mappa genica del nuovo coronavirus. Si è scoperto che il genoma del SARS-CoV-2 contiene molti cosiddetti RNA subgenomici specifici per compito biologico ma le cui funzioni sono ancora poco chiare in dettaglio. Far luce sui meccanismi di queste porzioni di RNA potrebbe aiutare a sconfiggere il virus.

Il coronavirus SARS-CoV-2 appartiene al gruppo dei cosiddetti ‘virus a RNA’, quei virus cioè che utilizzano l’RNA come materiale genetico. Utilizzano cioè l’acido ribonucleico, quella molecola simile al DNA ma più semplice e primitiva, implicata in vari ruoli biologici di codifica, decodifica, regolazione ed espressione dei geni. Alla stessa classe di virus appartengono la SARS, l’ebola, l’Epatite C, ma anche la comune influenza.

Quando questi tipi di virus si trovano negli organismi ospiti, l’RNA madre produce un RNA subgenomico complementare (sezioni di filamento più piccole e separate) che il virus utilizza per sintetizzare le proteine virali e produrre le componenti delle nuove cellule virali – punte, membrane e altri elementi base.

Va da sé che per sconfiggere il virus non necessariamente bisognerebbe aggredire l’RNA matrice ma basterebbe riuscire ad inibire questo RNA secondario chiamato subgenomico.

I biologi del RNA Research Center dell'Institute of Basic Sciences of South Korea (IBS) sotto la guida dei professori Kim V. Narry e Chang Hyeshik in collaborazione con il Korean National Institute of Health (KNIH), sono stati in grado di analizzare in dettaglio l'architettura dell’intero genoma SARS-CoV RNA -2 e tracciarne l’intera mappa genetica con un alto grado di dettaglio, compresi appunto gli elementi dell’RNA subgenomico.

"Questa non è solo una mappa dettagliata del SARS-CoV-2", ha detto il professor Kim Narry in un comunicato stampa, "Abbiamo scoperto numerosi nuovi RNA e molteplici modifiche chimiche sconosciute in precedenza sugli RNA virali".

Gli autori osservano che gli RNA durante il ciclo di via del virus si modificano piuttosto rapidamente per ottenere nuove proprietà che li distinguano dalle generazioni più anziane, pur portando le stesse informazioni genetiche.

"Sebbene siano necessari ulteriori studi, si può già dire che tali eventi molecolari (mutazioni) possano portare a un'evoluzione relativamente rapida del coronavirus. Inoltre, abbiamo riscontrato molte modifiche chimiche sconosciute degli RNA virali. Non è ancora chiaro cosa facciano queste modifiche, ma è possibile che aiutino il virus ad evitare attacchi dalla cellula ospite", afferma Kim.

"Ora abbiamo una mappa genica ad alta risoluzione del nuovo coronavirus che ci aiuterà a studiare anche tutte le mutazioni dell’RNA del SARS-CoV-2. È tempo di studiare le funzioni dei geni appena scoperti e il meccanismo alla base della fusione dei geni virali. Avremo anche bisogno di lavorare sulle modifiche dell'RNA per vedere quale ruolo queste svolgano nella replicazione del virus e nella risposta immunitaria. Crediamo fermamente che la nostra ricerca contribuirà al progresso della diagnosi e della terapia per combattere più efficacemente il virus", ha concluso il professor Kim.
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