08:04 27 Maggio 2020
Scienza e tech
URL abbreviato
1400
Seguici su

Il lancio è previsto per giovedì 9 aprile dal cosmodromo di Baikonur. Sarà il primo lancio di un razzo e navetta completamente prodotti in Russia.

Il programma spaziale internazionale non si ferma nonostante la crisi del coronavirus.

La Commissione di Stato al Cosmodromo di Baikonur ha approvato in via definitiva l'equipaggio del veicolo spaziale MS-16 Soyuz, che deve recarsi alla Stazione Spaziale Internazionale per il lancio, ha riferito ai media un portavoce dell'Agenzia Spaziale Russa.

Segui la diretta del lancio:

L'equipaggio comprende i russi Anatoly Ivanishin e Ivan Wagner, nonché l'americano Christopher Cassidy. L'equipaggio di riserva comprendeva invece i russi Sergey Ryzhikov, Andrei Babkin e l'altro americano Stephen Bowen, che rimarranno disponibili fino all’ultimo in caso necessità lo dovesse richiedere. Si prevede che la missione durerà 196 giorni, con rientro programmato per il 22 ottobre sempre nelle steppe del Kazakistan.

Questo sarà il primo lancio di un razzo vettore e veicolo spaziale Soyuz costituiti unicamente con componenti di fabbricazione russa. Lo scorso agosto, la Soyuz-2.1a aveva effettuato un volo di prova, lanciando in orbita l'astronave Soyuz MS-14. In precedenza le piccole astronavi venivano lanciate su razzo Soyuz-FG con un sistema di controllo ucraino.

A causa della pandemia di coronavirus, è stato introdotto un rigoroso regime da osservare per l’equipaggio della missione chiamata Soyuz MS-16 – il 143° volo con equipaggio della navetta Soyuz, dal primo volo che avvenne nel lontano 1967.

La tradizionale visita ai siti commemorativi di Baikonur e la posa di fiori ai monumenti di Yuri Gagarin e del leggendario progettista Sergey Korolev sono state annullate, come sono state annullate tutte le manifestazioni e incontri che comportassero assembramenti sociali che, in questa fase, sarebbero evidentemente pericolosissimi.

Tutti gli incontri con la stampa si sono tenuti in videoconferenza e gli astronauti sono stati persino isolati dai parenti. L’eventualità di contrarre il virus sulla Terra e portarlo nello Spazio infettando l’intera missione e senza assistenza medica per lungo periodo è un’eventualità che al cosmodromo hanno cercato di rendere il più possibile remota.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook