05:45 03 Dicembre 2020
Scienza e tech
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Gli scienziati della Medical University del South Carolina hanno scoperto che una sostanza isolata dalle spugne marine può fermare la crescita delle cellule tumorali in alcuni tumori ginecologici. La scoperta si spera possa avere presto applicazioni cliniche pratiche e curare in maniera naturale e non invasiva molte donne.

Lo studio dell’Università americana e pubblicato sulla rivista specializzata MedicalXpress, ha esaminato l'effetto di una sostanza chiamata manzamina A secreta da alcune particolari specie di spugne marine. Tale sostanza pare sia in grado di interagire selettivamente sulle cellule tumorali di quattro diverse linee cellulari di cancro della cervice distruggendo le cellule neoplastiche lasciando al contrario intatte le cellule sane.

Si è scoperto che la manzamina A riduce gli alti livelli di espressione di una specifica proteina osservata in varie malattie oncologiche. Questa sostanza ha una struttura simile ai noti inibitori delle proteine, ma sarebbe almeno dieci volte più efficace dei farmaci prodotti finora in laboratorio.

Ora agli autori dello studio non resta che testare l'effetto della manzamina sugli animali, nonché condurre poi studi clinici che coinvolgano l'uomo.

La manzamina A può anche essere ottenuta in teoria anche artificialmente, ma l'estrazione dalle spugne marine è più sicura per l'ambiente.

"La maggior parte delle materie prime di sintesi di laboratorio vengono estratte dal petrolio, al contrario le spugne nei loro habitat naturali possono essere coltivate dall’uomo e prodotte in maniera sostenibile, inoltre le spugne, a differenza di altre forme di acquacoltura, contribuiscono a tenere pulito l’ambiente e sono particolarmente ecologiche", hanno spiegato gli scienziati.
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