15:43 01 Giugno 2020
Scienza e tech
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Una stella misteriosamente scompare nel 2006 nelle periferie di una Galassia lontana. Da allora inizia una caccia al ‘killer’ che trasforma un gruppo di astronomi in ossessivi investigatori. L’individuazione del ‘colpevole’ porta a sua volta ad una scoperta scientifica sorprendente.

Dacheng Lin dell'Università del New Hampshire, principale investigatore dello studio, e il suo team, avevano rilevato un potente bagliore di raggi X 14 anni fa ma a lungo si erano domandati cosa fosse quella sorta di grido proveniente dal profondo Cosmo.

Dopo aver esaminato una serie di centinaia di migliaia di osservazioni, i ricercatori alla fine sono riusciti a dedurre di cosa si trattasse – una stella errante era finita nel posto sbagliato al momento sbagliato nelle periferie di una lontana galassia ed era sparita nel nulla. Ma è proprio allora che il mistero, piuttosto che risolversi si infittiva. Come può una stella scomparire in quel modo senza lasciare alcuna traccia? Una esplosione in supernova? Uno scontro con altra stella? Oppure un buco nero?

Nessuna delle ipotesi risultava tuttavia soddisfacente – supernova o scontro titanico avrebbero dovuto lasciare un alone di gas facilmente riconducibili, mentre la questione del buco nero sarebbe stata ancora più complessa.

In astrofisica sono noti diversi tipi di buchi neri – micro, stellari, di massa intermedia e buchi neri supermassicci. I micro buchi neri sono solamente ipotetici, nessuno li ha mai osservati, I buchi neri stellari sono invece i più studiati, frequenti e conosciuti. Solitamente si formano per collasso gravitazionale di una stella massiccia e hanno massa alcune decine di volte quella del nostro Sole. I buchi neri supermassicci sono poi quelli che si trovano al centro delle galassie ed hanno massa anche miliardi di volte quella del nostro Sole. I buchi neri intermedi sono i più interessanti, perché si sa che esistono, ma sono rarissimi da studiare e la loro natura e origine è ancora del tutto misteriosa.

Ecco, un buco nero sarebbe potuta essere una spiegazione logica ma non un buco nero supermassiccio, dal momento che il ‘delitto’ era avvenuto in periferia e non in centro, dove risiedono i buchi neri supermassicci, né poteva essere un buco nero stellare, insufficientemente grande per fare a pezzi un’altra intera stella e farne completamente sparire il cadavere. Non parliamo dei buchi neri microscopici, figure mistiche e finora solo puramente teoriche. Non rimaneva che la possibilità di aver a che fare con un misterioso buco nero di massa intermedia.

Seguendo le indicazioni dell'Osservatorio dei raggi X Chandra della NASA e della Missione multi-specchio a raggi X dell'ESA (XMM-Newton), il team ha chiesto l'aiuto del telescopio Hgle Space per rintracciare il presunto responsabile della sparizione, nonché i dati raccolti dal famoso telescopio Hubble.

​Alla fine sono riusciti a scovare una sorgente di raggi X ora classificata come 3XMM J215022.4-055108, un buco nero appunto di massa intermedia che dovrebbe valere all’incirca 50mila volta la massa del nostro Sole.

“I buchi neri a massa intermedia sono oggetti molto sfuggenti, quindi è fondamentale considerare attentamente ed escludere spiegazioni alternative. Questo è ciò che Hubble ci ha permesso di fare per il nostro candidato", ha detto Lin.

Ora però inizia la terza fase delle indagini – trovare il delitto e scoprire il colpevole non erano che le parti più semplici del lavoro, adesso Lin e il suo staff sono già immersi nello studio di come si formino questi terribili ma affascinanti killer celesti che possono far sparire nel nulla interi sistemi stellari se malauguratamente gli attraversano la strada.

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