19:29 30 Marzo 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (23-30 marzo) (116)
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Scienziati francesi hanno riportato risultati incoraggianti nella lotta al coronavirus SARS-CoV-2 durante lo studio clinico sugli effetti di una combinazione di due principi attivi già noti alla scienza farmacologica.

Si tratta dell’idrossiclorochina e dell’azitromicina – questi i due principi attivi che darebbero risultati positivi contro il COVID-19, a sostenerlo è la ricerca francese pubblicata sulla rivista specializzata internazionale Journal of Antimicrobial Agents.

Ad oggi, non esistono ancora farmaci speciali progettati specificatamente per il trattamento di COVID-19, per cui sono a centinaia gli studi clinici che vengono condotti in tutto il mondo per studiare l’effetto di farmaci già esistenti e approvati per valutarne gli effetti sul COVID-19, il nome che assume il virus SARS-CoV-2 quando si manifesta come malattia.

Buona parte di questi test si basano principalmente su due gruppi di farmaci: remdesivir, un farmaco endovenoso con ampia attività antivirale che inibisce la replicazione del virus interrompendo prematuramente la trascrizione dell'RNA, e farmaci antimalarici come la clorochina e l’idrossiclorochina.

Nei test di laboratorio, tutti e tre i farmaci hanno mostrato attività contro la SARS-CoV-2 e la clorochina è ora utilizzata come agente antivirale raccomandato per il trattamento in Cina. Tuttavia, per l'introduzione di uno qualsiasi di questi farmaci nella pratica, sono necessari approfonditi studi clinici.

Gli scienziati francesi hanno condotto i primi test clinici sull'efficacia dell'idrossiclorochina da sola e in combinazione con l'azitromicina antibiotica per il trattamento del COVID-19. La ricerca è stata condotta presso il Méditerranée Infection Hospital dell'Università di Marsiglia.

Lo studio ha coinvolto 36 pazienti adulti, con e senza sintomi COVID-19, per i quali l’infezione di SARS-CoV-2 era stata confermata dal campione rinofaringeo. Dai pazienti che non hanno accettato di assumere nuovi farmaci, è stato ricavato un gruppo di controllo di 16 persone, che hanno continuato, come prima, a prescrivere un trattamento sintomatico e antibiotici per prevenire la superinfezione batterica.

I restanti pazienti sono stati divisi a loro volta in due gruppi: 14 hanno assunto per via orale 200 milligrammi di idrossiclorochina solfato tre volte al giorno per 10 giorni, 6 pazienti, oltre all'idrossiclorochina, hanno ricevuto 500 milligrammi di azitromicina al giorno per i primi due giorni per prevenire la superinfezione, quindi 250 milligrammi per quattro giorni. Tutti e sei i pazienti di quest’ultimo gruppo hanno tollerato bene la combinazione di idrossiclorochina e azitromicina. Quotidianamente venivano sottoposti a cardiogramma per controllare l'assenza di effetti collaterali sul cuore.

Già il quinto giorno, in tutti e sei questi pazienti, i test per il coronavirus hanno prodotto risultato negativo. Cioè, tutti i pazienti con COVID-19 nel gruppo di test pare siano stati completamente guariti in cinque giorni.

È anche interessante notare che un paziente che ha ricevuto solo idrossiclorochina e non è stato curato, ha iniziato a prendere azitromicina l'ottavo giorno di studio e il nono giorno i suoi campioni per il virus erano già negativi.

Gli scienziati notano che, nonostante il gruppo di test fosse estremamente esiguo per poter confermarne i risultati e trarre conclusioni definitive, i risultati sembrerebbero molto incoraggianti.

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