18:18 12 Luglio 2020
Scienza e tech
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Mediante georadar gli archeologi sono riusciti a rilevare aree segrete accanto alla tomba del re egizio Tutankhamon, secondo quanto ha riferito la rivista Nature.

Forse la risposta a una delle questioni egittologiche più interessanti circa il luogo in cui giace Nefertiti potrebbe essere nascosta proprio lì. Sputnik vi spiega quanto sono affidabili i risultati delle rilevazioni.

Due porte segrete

All'inizio del XX secolo i principali egittologi ammisero che la Valle dei Re non avrebbe avuto in serbo altre sorprese. Tuttavia, l'archeologo britannico Howard Carter non la pensava così. Infatti, scelto con cura il luogo, iniziò a cercare la tomba di Tutankhamon, il re che regnò tra il 1332 e il 1323 a.C.

Passarono cinque anni e quando tutti, tranne l’archeologo stesso, persero la speranza, nel novembre 1922 fu scoperto l'ingresso della tomba. Questa scoperta scosse il mondo intero.

La tomba di Tutankhamon è composta da piccoli locali e un corridoio. Gli esperti hanno osservato che le dimensioni di questi spazi sono troppo piccole per un re di quell'epoca. Innumerevoli ricchezze sono raccolte in solo quattro camere e le pareti sono dipinte solo nella camera sepolcrale. Forse questa è parte di una struttura più grandiosa?

Nei cento anni dalla sua scoperta gli scienziati hanno esplorato ogni centimetro della tomba (tecnicamente chiamata KV 62). La questione sembrava aver smesso di interessare gli esperti. Tuttavia, i dati ottenuti mediante le nuove tecnologie hanno fomentato la curiosità nei confronti della questione.

Nel 2014 esperti spagnoli del progetto Factum Arte hanno analizzato le pareti della camera sepolcrale del faraone. In Rete sono state pubblicate immagini di affreschi e superfici murali ad alta risoluzione. Una volta studiate le immagini, l’egittologo britannico.

Sono state messe in rete immagini di affreschi e superfici murali ad alta risoluzione. Dopo aver studiato le "immagini", l'egittologo britannico Nicholas Reeves ha richiamato l'attenzione su alcune linee rette. A suo avviso, queste porterebbero a due portali collocati nelle pareti nord e ovest della camera e condurrebbero a stanze segrete. Lì si ipotizza che ci siano tombe a noi ignote, rimaste intatte dall’antichità.

Reeves ha ipotizzato che Nefertiti, la leggendaria regina che governò l'Egitto per un breve periodo mentre Tutankhamon era bambino, sia stata sepolta in una delle camere nascoste. Qualora questa teoria venga confermata, si tratterebbe della più grande scoperta archeologica dai tempi degli scavi di Carter.

Due anomalie geofisiche

L'ipotesi di Reeves ha indotto le autorità egiziane ad iniziare le ricerche. Il ministro delle Antichità, Mamduh El-Damati, ha invitato a collaborare due gruppi scientifici specializzati nell’utilizzo di georadar.

Il georadar emette onde elettromagnetiche nella gamma radio e poi ne registra la riflessione ad opera di vari ostacoli e superfici situati all'interno di un corpo solido, nel sottosuolo, nel mare. Questi strumenti vengono utilizzati, ad esempio, per la ricerca di giacimenti minerari e la verifica della qualità di strutture ingegneristiche. Gli archeologi hanno iniziato ad usare georadar relativamente di recente.

Nel novembre 2015 l’esperto giapponese Hirokatsu Watanabe ha analizzato dall'interno la camera sepolcrale di Tutankhamon e ha confermato l'ipotesi di Reeves. Tuttavia, uno studio commissionato dalla rivista National Geographic ha smentito queste teorie.

Due anni dopo, un gruppo di ricercatori del Politecnico di Torino, guidato da Francesco Porcelli, ha condotto un'elettrotomografia dell'area circostante la tomba e ha rilevato due anomalie, ma non nell’area oggetto delle supposizioni di Reeves.

Nel febbraio 2018 lo scienziato italiano insieme alla società britannica Terravision Exploration ha nuovamente analizzato l'area ed è giunto a conclusioni deludenti: la teoria dell'esistenza di camere nascoste nella tomba di Tutankhamon non è supportata dai dati ottenuti mediante georadar.

Quanto alle due anomalie individuate in precedenza, gli scienziati non sono stati in grado di rilevare alcun collegamento con la KV 62.

Il corridoio a Est

Secondo Porcelli i risultati contradditori ottenuti sono da imputare alle caratteristiche specifiche dei georadar. A suo parere, spesso si sottovaluta la complessità di questa tecnologica. In particolare, una interferenza avrebbe potuto generare una errata interpretazione dei dati ad opera di Watanabe.

La situazione di incertezza non ha soddisfatto gli egittologi. Come riporta Nature, l’ormai ministro dimissionario Mamduh El-Damati ha deciso di mettere i puntini sulle "i" e ha invitato nuovamente Terravision Exploration a sondare le rocce circostanti la tomba di Tutankhamon assieme agli scienziati della Ayn Shams University de Il Cairo. A pochi metri in direzione est, questo gruppo ha rilevato qualcosa di simile a un corridoio lungo 10 metri e alto 2.

Uno studio effettuato dall'interno della camera sepolcrale non ha sortito risultati certi: infatti, sono state registrate interferenze con il sistema di condizionamento. Sarebbe stato necessario interromperne il funzionamento per tutta la durata delle rilevazioni oppure aggiornare il georadar.

Molte altre questioni riguardando questa storia affascinante. Alcuni scienziati dubitano dei dati ottenuti mediante georadar e sperano di confermare la teoria con altri metodi; altri credono che nelle camere segrete sia sepolta non Nefertiti, ma sua figlia Ankhesenamon, la moglie di Tutankhamon. Intanto Nature invita a non tenere nascosti i dettagli della ricerca in corso, affinché l’intera comunità scientifica di concerto possa decidere in che modo penetrare attraverso i secoli senza danneggiare un monumento unico.

© AP Photo / Michael Sohn
Il Busto di Nefertiti nel Museo di Egizio di Berlino
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