19:47 30 Marzo 2020
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Infezione di coronavirus diventa pandemia (16-23 marzo) (95)
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Gli scienziati cinesi hanno scoperto che il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 può penetrare nelle cellule umane non solo attraverso i recettori delle proteine ACE2, come si pensava in precedenza, ma anche in altro modo, attraverso la crescita proteica della molecola CD147. Paradossalmente questa è una buona notizia.

E’ una buona notizia perché questa scoperta potrà contribuire a creare un vaccino più efficace e più sicuro. I risultati della ricerca sono pubblicati nella libreria di prestampa bioRxiv.

In precedenza si riteneva che il coronavirus SARS-CoV-2, che causa la malattia COVID-19, penetrasse nelle cellule umane utilizzando la proteina ACE2, pertanto la strategia principale nello sviluppo di un vaccino contro il nuovo coronavirus era quella di creare inibitori dell'ACE2 o di formare una risposta immunitaria a questa proteina.

Tuttavia l’ACE2 svolge un ruolo importante per l’organismo, essendo presente nelle cellule di polmoni, cuore, reni e sistema riproduttivo, quindi un tentativo di far fronte al virus attraverso questa proteina potrebbe influenzare negativamente il lavoro di questi organi.

Ora, i biologi cinesi della Quarta Università Militare Medica di Xi'an e dell'Istituto di Biotecnologia di Pechino, hanno scoperto un altro modo per la SARS-CoV-2 di entrare nelle cellule umane, offrendo ulteriori opportunità agli scienziati di combattere il coronavirus.

"Sappiamo bene che il virus utilizza il recettore ACE2 per penetrare nel corpo. Abbiamo però isolato un altro recettore le cui molecole vengono attaccate dal virus. Questo espande il possibile arsenale di mezzi per sopprimere l'infezione", scrivono gli autori nell'articolo.

I ricercatori hanno notato che il virus SARS-COV-2 si lega alle molecole CD147, ai recettori sulla superficie delle cellule che usano diverse altre infezioni virali e al plasmodia della malaria per penetrare.

La proteina CD147 (cluster di differenziazione 147), noto anche come induttore basigin (BSG) o induttore metalloproteinasi a matrice extracellulare (EMMPRIN), appartiene alla superfamiglia di immunoglobuline presenti nel sangue umano.

Il legame del coronavirus con il CD147 si verifica attraverso le cosiddette ‘proteine ​​del picco’: le proliferazioni del picco sulla superficie del virus. In precedenza, questo percorso era stato dimostrato per un altro coronavirus, il SARS-CoV, l'agente causale della sindrome respiratoria acuta SARS, noto anche semplicemente come SARS.

Gli scienziati hanno trattato la coltura cellulare in una provetta in vitro con anticorpi contenuti nella sostanza meplazumab, che blocca il lavoro di CD147, e hanno tentato di infettare queste cellule con coronavirus SARS-CoV-2. Anche una piccola concentrazione di anticorpi è stata sufficiente per fermare completamente la diffusione del virus nelle cellule. Gli studi che utilizzano la microscopia a immunoelettrone hanno confermato a livello molecolare la fusione dell'involucro di coronavirus e CD147.

Tutto ciò può sembrare molto complicato ma in definitiva, volendo riassumere e semplificare, possiamo dire che i risultati suggeriscono che i farmaci esistenti per combattere la malaria e la SARS potrebbero probabilmente essere efficaci anche contro il nuovo coronavirus e che esistono più strade percorribili per creare un vaccino efficace.
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