16:22 28 Marzo 2020
Scienza e tech
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Koichi Wakata, vicepresidente della Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) e più volte membro delle spedizioni sulla Stazione Spaziale Internazionale, ha rilasciato un'intervista a Sputnik in cui ha rivelato se gli astronauti giapponesi potranno di nuovo volare verso la ISS sulla navicella russa Soyuz.

Wakata ha raccontato anche quali esperimenti saranno condotti nello spazio da scienziati russi e giapponesi, se vale la pena conservare la Stazione dopo il 2024 e cosa il Giappone ha intenzione di offrire nell'ambito del programma lunare Gateway.

– Il Giappone prevede di acquistare posti a bordo delle navicelle russe Soyuz o tutti i futuri voli degli astronauti sulla ISS saranno effettuati a bordo di navicelle statunitensi?

– Abbiamo già inviato 7 astronauti giapponesi a bordo di Soyuz, ma dell’acquisto di posti sulle Soyuz da Roscosmos se ne occupa la NASA. Una volta che i posti sulla Soyuz saranno acquistati dalla NASA, un gruppo preposto a risolvere le questioni in merito di equipaggi si occuperà della distribuzione dei posti tra i partner internazionali, tra cui JAXA. Seguendo questa procedura gli astronauti JAXA hanno già volato in precedenza sulle Soyuz. Al momento si prevede il viaggio dell’astronauta Soichi Noguchi sulla ISS a bordo di una navicella commerciale con equipaggio americano. Tuttavia, se la NASA deciderà di acquistare più posti su Soyuz per gli astronauti, compresi quelli della JAXA e di altri partner internazionali, è probabile che gli astronauti JAXA voleranno su Soyuz.

Tutte le opzioni sono possibili. Per JAXA è importante poter volare in maniera continuativa. Così è stato in passato. Gli ultimi dei 7 astronauti JAXA sulle Soyuz sono stati effettuati circa una volta ogni 1,5-2 anni. Per poter sfruttare al meglio la ISS, vorremmo avere astronauti giapponesi a bordo regolarmente. In passato gli astronauti JAXA hanno volato senza alcun problema sulle navicelle Soyuz e non vediamo l'ora di scoprire i prossimi progetti circa la distribuzione dei posti sulle Soyuz.

– Quando si recherà sulla ISS l'astronauta Hoshide che avrebbe dovuto viaggiare su una Soyuz in aprile ma che è stato invece sostituito dall'astronauta americano Christopher Cassidy?

– JAXA prevede ora di far volare 2 astronauti, Soichi Noguchi e Akihiko Hoshide. Come ho detto, sarà la NASA a decidere se possono volare e su quale navicella lo faranno. Quanto alla navicella che porterà Hoshide, si tratta di una questione aperta che al momento viene discussa dalla NASA e dai partner internazionali.

– Qual è la posizione del Giappone circa l'estensione delle operazioni della ISS fino al 2028-2030?

– La decisione sarà presa dal governo del Giappone. Poiché l'ultimo Basic Space Plan on National Space Policy richiede che venga effettuata una valutazione dell’operato del governo giapponese in merito alle missioni con equipaggio in orbita dopo il 2025, siamo attesa che il nostro governo decida se il Giappone continuerà a partecipare ai lavori dell’ISS anche dopo il 2024.

Naturalmente JAXA vorrebbe sfruttare appieno la ISS, perché gli esperimenti a bordo hanno avuto molto successo. Si tratta di una struttura di ricerca eccellente. Quindi, al fine di sfruttare il più possibile questo centro di ricerca, ne accogliamo con favore l'estensione oltre il 2024. JAXA ha condotto una stima tecnica delle capacità del modulo Kibo sulla ISS dopo il 2024 e si è assicurata che Kibo potesse essere utilizzato almeno fino al 2028.

– Il Giappone ha deciso di partecipare al progetto Lunar Orbital Platform-Gateway?

– Lo scorso ottobre, il governo del Giappone ha deciso di partecipare al programma americano Lunar Gateway. Stiamo sviluppando tecnologie che ci permetteranno di svolgere un ruolo chiave negli sforzi internazionali in questa direzione. Sono 4 le aree principali in cui ci stiamo sviluppando. In primo luogo, miriamo a fornire tecnologia e attrezzature in quei settori in cui il Giappone è forte per la prima fase del programma Gateway. In secondo luogo, ci occupiamo di consegnare i carichi e il carburante con le navicelle HTV-X e H3. Poi, siamo impegnati nello scambio di dati relativi alla superficie lunare e nell’elaborazione di tecnologie per la selezione dei siti di atterraggio. Infine, stiamo lavorando allo sviluppo di veicoli per la ricognizione sulla superficie lunare.

– Il Giappone si è in passato avvicinato a Roscosmos dicendosi interessato a partecipare all’elaborazione di strumentazione necessaria all’osservatorio spaziale Spektr-UV. Vi sono stati progressi in tal senso?

Dmitry Rogozin, direttore di Roscosmos
© Sputnik . Ekaterina Shtukina
– Mi risulta che il Roscosmos e l'Istituto di ricerca spaziale dell'Accademia nazionale russa delle Scienze (RAN) e, per quanto riguarda il Giappone, l'Istituto di scienze spaziali e astronomiche della JAXA stanno attualmente passando al vaglio le condizioni di una potenziale cooperazione in merito all'osservatorio spaziale internazionale Spektr-UV. Spero che si decida presto di estendere la cooperazione tra Russia e Giappone nella ricerca spaziale.

– Possiamo aspettarci una decisione quest'anno o nei prossimi mesi?

– Non posso dirlo. Mi piacerebbe saperlo, ma spero che accada presto.

– Quali sono i progetti che il Giappone intende sviluppare con la Russia nel campo della ricerca spaziale?

– Come ho detto prima, l'ISS è un fantastico programma congiunto. La collaborazione con i colleghi russi nell'ambito del programma ISS sta avendo un grande successo e spero che continui così anche in futuro. Roscosmos e JAXA hanno un accordo bilaterale di cooperazione nella ricerca sulla cristallizzazione delle proteine per creare nuovi farmaci. Il programma congiunto in questo ambito sta andando molto bene e speriamo di estendere la cooperazione non solo nel campo della cristallizzazione delle proteine, ma anche in quello degli esperimenti di fisica dei materiali utilizzando le nostre strumentazioni all’avanguardia presenti nel modulo giapponese Kibo: in particolare, l’ELF, ossia un forno a levitazione elettrostatica.

Può essere utilizzato per misurare la temperatura e proprietà fisiche come la densità, la viscosità e la tensione superficiale di sostanze fuse anche a temperature superiori a 2.000 gradi in assenza di gravità. L'impiego di ELF nel modulo Kibo è un altro settore in cui vorremmo ampliare la nostra cooperazione con la Russia.

Inoltre, il modulo giapponese Kibo presenta un dispositivo dotato di centrifuga nel quale vivono cavie tenute in diverse condizioni di gravità, dall'assenza di gravità a 2g (due volte la decelerazione della gravità). La ricerca sull'allevamento di cavie intende raccogliere nuovi dati per risolvere i problemi medici associati all'invecchiamento, quali l'osteoporosi e l'atrofia muscolare: queste criticità si riscontrano in maniera particolare in una popolazione che invecchia come quella del Giappone.

Queste sono tutti potenziali ambiti per un'ulteriore cooperazione, quindi dobbiamo sfruttare appieno la strumentazione presente sui moduli Kibo sulla ISS. Ho un atteggiamento positivo e penso potremo collaborare anche in futuro.

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