19:35 30 Marzo 2020
Scienza e tech
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Intuitivamente si potrebbe pensare che gli uomini vivano meno delle donne semplicemente perché si assumono rischi maggiori, facciano lavori più duri e pericolosi, bevano, fumino e siano più scapicollati delle donne. E allora perché anche i pesci maschi muoiono prima dei pesci femmina?

E’ esattamente quello che ha scoperto una ricerca degli scienziati australiani dell'UNSW di Sydney (University of New South Wales) e recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Biology Letters – le femmine vivono di più dei maschi non solo nella nostra specie, ma anche negli altri primati, tutti i mammiferi analizzati, uccelli, persino rettili, pesci e tutto quanto testato dagli scienziati.

Perché? Forse anche tra i pesci i maschi fanno una vita più stressata o pericolosa? E allora le leonesse? Tutti sanno che sono le leonesse quelle che cacciano, faticano e rischiano di più nella savana. Com’è possibile che persino le leonesse vivano più dei leoni?

Ecco, sostiene la ricercatrice Zoe Xirocostas, prima autrice dello studio – è tutta colpa del cromosoma Y

L’ipotesi della X non custodita

L’ipotesi chiamata del ‘cromosoma x non custodito’, è un’ipotesi già nota alla scienza ma mai verificata del tutto. Parte dai seguenti presupposti che bisogna conoscere per capire di cosa si tratta:

  1. I maschi hanno cromosoma XY, le femmine cromosoma XX (nei mammiferi)
  2. Il cromosoma Y è più piccolo del cromosoma X (in tutte le specie)
  3. Il cromosoma X, andando in coppia con Y, essendo più grande, rimane in parte scoperto
  4. L’esposizione parziale di X ne determina un più rapido deterioramento
  5. Esposizione e deterioramento comportano mutazioni cellulari dannose che espongono la salute dell’intero individuo.

I primi tre punti sono fatti accertati e noti alla scienza, il quinto anche è abbastanza assodato, il punto n.4 invece è ancora solo teoria. Come fare a verificare? Semplice in realtà, sostiene Zoe Xirocostas:

"Abbiamo esaminato i dati sulla durata della vita non solo dei primati, altri mammiferi e uccelli, ma anche rettili, pesci, anfibi, aracnidi, scarafaggi, cavallette, farfalle e falene. E abbiamo scoperto che in quella vasta gamma di specie, il sesso eterogeneo tende a morire prima del sesso omogametico, ed è in media il 17,6% prima".

Ed è proprio la distinzione eterogeneo/omogeneo e non maschio/femmina o XY/XX a spiegare l’arcano – infatti guardacaso in tutte quelle specie in cui sono i maschi ad avere la coppia di cromosomi identici e le femmine la coppia eterogenea, sono le femmine a morire prima.

Infatti uccelli, farfalle e falene, che appunto possiedono, al contrario di noi, cromosomi omogametici i maschi (chiamati in questo caso ZZ) e cromosomi eterogenei le femmine (ZW), ecco che sono quest’ultime a morire prima. Questo significa che ci deve essere per forza qualcosa che non va con il fatto di avere coppie di cromosomi differenti tra loro.

Però resta un mistero, osserva la dottoressa autrice dello studio – se è vero che coppie di cromosomi differenti sono uno svantaggio, perchè i maschi degli uccelli vivono sì, più delle femmine, ma non tanto più come le femmine dei mammiferi?

“Abbiamo riscontrato una differenza minore nella durata della vita tra maschi e femmine nelle specie eterogenetiche femminili rispetto a maschi e femmine nelle specie eterogenetiche maschili", afferma. "Nelle specie in cui i maschi sono eterogenei (XY), le femmine vivono quasi il 21 percento in più rispetto ai maschi. Ma nelle specie di uccelli, farfalle e falene, dove le femmine sono eterogametiche (ZW), i maschi sopravvivono solo un 7 percento in più rispetto alle femmine”.

Allora forse deve esserci qualcosa in più oltre al problema della X che rimane scoperta e che riguarda il cromosoma Y in sé? Oppure semplicemente il cromosoma W delle specie in cui è il maschio quello con la coppia pari è poco più piccolo rispetto alla nostra Y? La dottoressa Xirocostas è indirizzata verso questa seconda ipotesi e, afferma, il prossimo passo del suo studio sarà proprio quello di misurare la lunghezza dei vari cromosomi ‘dispari’ per vedere se la relazione lunghezza cromosoma / durata della vita,  sia direttamente proporzionale. In quel caso non potrebbero più esservi dubbi e l’intera teoria della ‘X non custodita’ sarebbe certamente confermata. In ogni caso, si deduce dallo studio – la colpa è comunque del cromosoma Y perché, o non protegge abbastanza il partner X, oppure c’è qualcosa che non va in sé.

I lettori con la XY troveranno questo studio forse un po’ noioso e deprimente, ma siamo sicuri che le lettrici con la doppia X lo abbiano trovato invece interessante e forse anche ‘riutilizzabile’.

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