19:47 30 Marzo 2020
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Nel 2029 l'asteroide Apophis passerà molto vicino alla Terra. Sebbene gli scienziati dicano che la collisione è esclusa, gli ingegneri americani del Massachusetts Institute of Technology hanno elaborato una tabella di marcia nel caso in cui qualcosa non vada come previsto. Di questo ne ha parlato la rivista specializzata Acta Astronautica.

Il 13 aprile 2029 l'asteroide 99942 Apophis, così chiamato in onore dell'antico dio egizio del caos, passerà vicino alla Terra. Questo blocco di ghiaccio delle dimensioni della Torre Eiffel, che viaggia ad una velocità di 30 km/s, sarà così vicino a noi da entrare nell’area dei satelliti geostazionari, situati ad una distanza di circa 36.000 km dalla Terra. Sarà il maggiore avvicinamento del prossimo decennio.

Se l’asteroide rientrasse nel cosiddetto pozzo gravitazionale (dove verrà catturato dal campo gravitazionale terrestre) cambierebbe la sua traiettoria e nel 2036, la volta successiva in cui passerà vicino al nostro pianeta, potrebbe verificarsi una collisione.

I calcoli dimostrano che non vi sarà alcuna collisione e che l'asteroide passerà vicino alla Terra in tutta sicurezza nel 2029 e nel 2036. Tuttavia, gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno elaborato una sorta di piano che esamina le strategie per deviare l'asteroide dalla Terra.

Nei loro calcoli gli autori dello studio tengono conto del peso dell'asteroide, della sua velocità, della vicinanza al pozzo gravitazionale e del tempo necessario per comunicare l'avvicinamento del corpo celeste. Alla stregua di modello per la simulazione sono stati selezionati gli asteroidi Apophis e Bennu, un altro asteroide circumterrestre. Quest’ultimo è altresì oggetto della missione operativa della NASA OSIRIS-REx che prevede di riportare nel 2023 sulla Terra un campione del materiale prelevato dalla superficie di Bennu.

"In passato sono state prese in considerazione soprattutto strategie volte a deviare il corpo celeste all’ultimo minuto, ossia quando l’asteroide ha già attraversato la serratura gravitazionale ed è in rotta di collisione con la Terra”, dichiara Sung Wook Paek, direttore dello studio, in un comunicato stampa del MIT. “Desideriamo prevenire il passaggio di un corpo celeste attraverso la serratura gravitazionale”.

Nel 2007 la NASA, nel suo rapporto presentato al Congresso degli Stati Uniti, ha concluso che, se un asteroide fosse diretto verso la Terra, il modo più efficace per respingerlo sarebbe stato quello di lanciare una bomba nucleare nello spazio. La forza della sua detonazione farebbe esplodere l'asteroide, ma il nostro pianeta verrebbe ricoperto dai prodotti dell’esplosione nucleare. Dunque, l’impiego di armi nucleari per la distruzione di asteroidi è una decisione assai controversa.

La seconda opzione è quella di lanciare verso l’asteroide un impattatore cinetico (sia esso una navicella spaziale, un missile o altro) che, qualora lanciato nella giusta direzione e alla giusta velocità, riesca a deviare la traiettoria dell’asteroide in sede di collisione con quest’ultimo.

“Questo principio fisico è simile a quello applicato durante una partita a biliardo”, spiega Paek. Tuttavia, perché l’impattatore cinetico sia efficace, è necessario conoscere con estrema precisione la traiettoria di volo dell’asteroide, la sua massa e la composizione della sua superficie. Poiché nessuno di questi parametri è noto a un tale grado di certezza, gli scienziati debbono tenere conto di eventuali imprecisioni. Peak e i suoi colleghi hanno elaborato un sistema di simulazione atto a determinare la probabilità di successo delle operazioni di deviazione tenendo conto degli elementi di incertezza relativi alle caratteristiche dell’asteroide.

In alternativa i ricercatori propongono di inviare preventivamente sull’asteroide una navicella di ricognizione che tenti di definire con certezza i parametri del corpo celeste. È possibile anche l’invio di due navicelle: una che effettui le misurazioni dell’asteroide e l’altra, inviata leggermente dopo la prima, che devii leggermente la traiettoria dell’asteroide prima dell’invio dell’impattatore principale. I parametri finali della simulazione sono stati la vicinanza dell’asteroide al pozzo gravitazionale e il tempo rimasto prima del passaggio dell’asteroide al suo interno.

“Il pozzo è simile a una porta: non questa appena si aprirà, è molto probabile che l’asteroide si schianti a grande velocità contro la Terra”, afferma l’esperto.

Stando alle stime degli scienziati, qualora Apophis attraversi il pozzo gravitazionale tra 5 o più anni, vi sarà comunque tempo a sufficienza per inviare 2 navicelle da ricognizione. Qualora tale attraversamento avvenga a distanza di 2-5 anni, rimarrà tempo a sufficienza per l’invio di una sola navicella che effettui le misurazioni sull’asteroide necessarie per predisporre i parametri dell’impattatore principale. Qualora invece l’attraversamento del corpo celeste si verifichi entro un anno terrestre, sarà ormai troppo tardi per fare qualunque cosa.

“Persino l’impattatore principale potrebbe non riuscire a raggiungere l’asteroide nell’arco di un così breve periodo”, conclude Paek.

Secondo gli scienziati, per la raccolta delle informazioni necessarie e la costruzione degli impattatori serviranno dai 2 ai 5 anni.

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