14:33 27 Ottobre 2020
Scienza e tech
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I primo trapianto di mano al mondo da un donatore vivente è stato eseguito con successo dai chirurghi militari dell'ospedale di Hanoi n. 108. Come è stato possibile trapiantare una mano da un donatore in vita?

Non è stato necessario alcun ‘sacrificio’, assicurano i medici vietnamiti, anzi, lo stesso donatore è stato ben consenziente di ‘dare una mano’, sarebbe proprio il caso di dire, al compagno di sventura.

Il signor Pham Van Vuong è stato fotografato ieri mentre faceva esercizio stringendo una pallina per mano. I medici sono stati molto orgogliosi di presentare alla stampa il risultato del loro straordinario lavoro e della concomitanza di circostanze favorevoli che hanno contribuito a realizzarlo.

Il signor Vuong aveva perso l’arto in un incidente industriale nel 2016, ma solo lo scorso 21 gennaio si sono verificate le condizioni ideali affinché si potesse tentare l’operazione. Un’altro paziente, con gruppo sanguigno compatibile, si era causato lesioni gravi anch’egli al braccio sinistro. Nel suo caso però la parte interessata era il gomito, andato successivamente irrimediabilmente in cancrena. Ai medici non rimaneva altra opzione che non quella di amputare l’intero braccio. La mano tuttavia risultava non direttamente contaminata dalla cancrena, quindi utilizzabile.

​Il donatore, la cui identità le fonti indocinesi non hanno ancora rivelato, è stato ben consapevole e consenziente nel donare la mano al signor Vuong. L'operazione di trapianto è durata otto ore, ha dichiarato il vice capo dell'ospedale e il chirurgo primario Nguyen The Hoang, che ha guidato l'intervento.

"I trapianti di mano sono generalmente molto problematici a causa della complessa struttura della mano umana, e in questo caso abbiamo dovuto prendere misure per prevenire l'infezione secondaria che sarebbe potuta derivare dalla cancrena originaria, poiché il braccio del donatore era infetto nel gomito", ha detto il dott. Hoang, che ha spiegato anche che per il recupero presenta l'ulteriore difficoltà derivante dal fatto che il tessuto muscolare del braccio del ricevente nel punto di attacco non veniva più utilizzato da ben quattro anni.

Nonostante tutte le difficoltà, l’intervento, ad un mese di distanza, sembra del tutto riuscito e i sanitari sono fiduciosi che con il tempo i risultati non potranno che migliorare. Tutte le vene funzionano correttamente, affermano, e già poco dopo il trapianto Vuong era in grado di muovere le dita. Ora può tenere anche in mano degli oggetti e fare pressione, come dimostrano le immagini pubblicate dai media e sui social indocinesi. Si stima che gli occorreranno ancora molti mesi di fisioterapia ma che, tra forse un anno, potrà utilizzare la mano come una persona normale. Naturalmente Vuong dovrà assumere farmaci anti-rigetto per il resto della vita ma, assicurano i medici che lo hanno in cura, le dosi andranno a ridursi gratamente nel tempo.

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