21:00 06 Aprile 2020
Scienza e tech
URL abbreviato
0 52
Seguici su

Scienziati americani hanno scoperto che la predilezione per prodotti ad alto contenuto di aminoacidi solforati (carne, latte, noci) aumenta il rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari.

Mentre gli alimenti a basso contenuto proteico hanno un effetto benefico sulla salute. Un effetto simile, secondo alcuni rapporti, lo hanno cioccolato e fave di cacao. Sputnik cerca di capire per voi se esiste una dieta in grado di prevenire gli infarti.

Caffeina energizzante

Uno studio condotto per 16 anni su più di mezzo milione di soggetti provenienti da 10 Paesi europei ha dimostrato che i grandi consumatori caffè tendono a morire meno spesso per malattie cardiovascolari e respiratorie.

Secondo gli scienziati tedeschi, ciò può essere dovuto all'azione della proteina p27 la cui attività è indirettamente influenzata dalla caffeina. I biologi dell'Università Heinrich Heine, studiando i mitocondri dei principali tipi di cellule presenti nel muscolo cardiaco, hanno rilevato quasi ovunque la presenza della sostanza. Questa stimola la migrazione delle cellule endoteliali che rivestono le pareti dei vasi sanguigni e le protegge dalla morte cellulare. Inoltre, la p27 stimola la migrazione delle cellule del tessuto connettivo, i fibroblasti. Questi svolgono un ruolo importante nella guarigione delle ferite: più sono attivi, più velocemente il cuore si riprende dall'infarto del miocardio.

Esperimenti su colture cellulari e su cavie hanno dimostrato che la p27 penetra nei mitocondri attraverso canali di segnalazione mediati dalla caffeina. In tale sede la proteina migliora la respirazione cellulare. In alcuni casi è persino in grado di arrestare la morte programmata delle cellule cardiache a causa di carichi elevati o ischemia. Tuttavia, per ottenere questi risultati il soggetto dovrebbe assumere almeno 4 tazze di caffè al giorno.

Gli scienziati hanno testato la dose giornaliera su cavie mature alle quali è stata somministrata acqua con aggiunta di caffeina. La concentrazione di caffeina era di 30-50 micromoli per litro, ossia esattamente quanto penetra nel sangue umano dopo l’assunzione di 4-5 tazze di caffè. Dieci giorni dopo l'esperimento, le condizioni di salute delle cavie sono migliorate.

Ad alcuni fa bene, ad altri no

Gli esperti avvertono però che la stessa quantità di caffeina può avere effetti completamente diversi a seconda delle persone. Quasi il 90% di questa sostanza, entrando nel corpo umano, è decomposto dal citocromo CYP1A2, la cui attività (e quindi il tasso di elaborazione della caffeina) dipende dalla variante del gene responsabile della sintesi del citocromo. Nei soggetti che presentano un allele C anche 2 tazze di caffè al giorno possono aumentare significativamente il rischio di infarto del miocardio. Mentre in coloro che naturalmente presentano la variante AA la stessa quantità ne migliorerà lo stato del sistema cardiovascolare.

Inoltre, il gene CYP1A2, indipendentemente dalla sua variante, può essere influenzato dal fumo. È stato dimostrato che il fegato dei fumatori elabora la caffeina a una velocità del 50% maggiore rispetto a quello dei non fumatori. Questo significa che dovranno bere molto più caffè per sfruttare gli effetti della caffeina.

"Lo sviluppo di malattie cardiovascolari dipende da molti fattori che interagiscono contemporaneamente fra loro, quali genetica, stile di vita e ambiente. Il cibo ha indubbiamente un ruolo importante, ma non è in alcun modo un elemento trainante. Alcuni studi descrivono gli effetti del caffè o del tè verde sul cuore. Ma anzitutto, il contenuto di caffeina varia a seconda della varietà. In secondo luogo, gli effetti benefici di queste bevande sono annullati dalla presenza di cattive abitudini. Ad esempio, l’assunzione di 10 tazze di tè verde contenenti flavonoidi dagli effetti benefici non riuscirà a eliminare il danno provocato da una sigaretta”, ha osservato in un’intervista rilasciata a Sputnik Yury Belenkov, direttore della cattedra di terapia ospedaliera presso l’Ospedale universitario Sechenovsk, nonché direttore della clinica A. A. Ostroumov.

Il colore conta

Gli scienziati americani, che hanno analizzato i dati di uno studio decennale su 11.000 volontari, hanno concluso che per proteggersi da ictus e infarto vale la pena rinunciare a carne e latte o sostituirli almeno in parte con frutta e verdura. Secondo quanto emerso, gli amanti dei cibi a basso contenuto proteico avevano meno probabilità di soffrire di malattie cardiometaboliche.

Secondo esperti cinesi, per avere un cuore sano, si dovrebbe bere tè verde almeno 3 volte a settimana. Sono stati analizzati i dati relativi a 100.000 persone alle quali al momento dello studio, nel 1998, non erano state diagnosticate malattie cardiache e nemmeno ictus o cancro. Il periodo medio di osservazione dei partecipanti è stato di 7,3 anni. Durante questo lasso di tempo, il gruppo di bevitori di tè verde ha subito infarti e ictus con una frequenza del 20% inferiore rispetto a chi non aveva consumato tale bevanda. Inoltre, il rischio di malattie cardiache letali era sceso del 22%.

Inoltre, nei bevitori anziani di tè i casi di ischemia e ictus si sono verificati in media 1,4 anni dopo rispetto a soggetti che avevano assunto sporadicamente la bevanda. Tuttavia, solo il tè verde ha avuto un effetto benefico sulla salute. Coloro che preferivano il tè nero hanno sofferto di problemi cardiovascolari con una frequenza comparabile a quella di coloro che non lo bevevano affatto.

Gli autori suggeriscono che l'efficacia del tè sia legata ai polifenoli contenuti al suo interno. Queste sostanze, infatti, riducono la pressione sanguigna, nonché il livello di lipidi e di lipoproteine presenti nel sangue, ossia tiene sotto controllo parametri il cui aumento può contribuire allo sviluppo di malattie cardiovascolari.

Il cioccolato come antiossidante

Cacao e cioccolato amaro possono ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, secondo i ricercatori americani. Questi ultimi hanno analizzato i risultati di 19 studi clinici sui flavanoli, sostanze contenute nei semi di cacao le quali, si ritiene, avrebbero effetti antiossidanti sull'organismo e neutralizzerebbero le forme di ossigeno attivo in grado di danneggiare il DNA.

Ai test hanno preso parte 1.131 soggetti. Tutti i volontari hanno assunto flavanoli per un periodo compreso tra 2 settimane e 1 anno. Durante tale lasso di tempo, hanno donato il sangue più volte. I risultati dei test condotti da diversi specialisti hanno avuto esito simile. In particolare, gli antiossidanti presenti nel cacao hanno avuto un effetto benefico sul profilo lipidico e sulla sensibilità dei tessuti all'insulina. Sono riusciti ad aumentare il livello del cosiddetto colesterolo buono e a ridurre la quantità di insulina a stomaco vuoto. Tali effetti non sono stati influenzati dalla forma di assunzione dei farmaci, dal sesso, dall'età o dalle patologie dei partecipanti.

"In linea teorica le sostanze contenute nel tè verde o nel cacao fanno bene ai vasi sanguigni. Ma non più di questo. Per prevenire le malattie cardiovascolari è molto più importante recarsi da un cardiologo per tempo. Secondo le linee guida attuali, un paziente uomo dovrebbe farlo all'età di 35 anni mentre una donna durante la pianificazione della gravidanza e dopo i 47 anni. All'appuntamento con il medico è necessario descrivere la propria storia familiare perché molte malattie cardiovascolari sono ereditarie. Il cardiologo esaminerà i livelli di colesterolo e di glucosio, il peso corporeo, l'attività fisica del paziente e determinerà i successivi passi: ovvero se sia necessario cominciare ad assumere farmaci preventivi, modificare il proprio stile di vita, smettere di fumare, limitare fortemente la quantità di alcol assunta e così via. Questo è il metodo più noioso, sì il più noioso, ma è il più efficace", ha concluso il professor Belenkov.

Correlati:

Le dimensioni contano: l’altezza come rischio di insorgenza di tumore o infarto
Batterio Escherichia coli complice degli infarti – Scoperta scientifica
Scienziati identificano nuova causa dell'infarto: l'inquinamento
Tags:
infarto, Salute
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook