03:34 05 Aprile 2020
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Un componente dell'olio extravergine di oliva, con le sue capacità antiossidanti, di neurogenesi e protezione delle cellule, contrasta l'invecchiamento. Lo rivelano i ricercatori del Cnr e dell'Università della Tuscia.

L'olio extravergine d'oliva, alimento alla base della dieta mediterranea e onnipresente nella cucina italiana, ha un'azione benefica sull'organismo umano. La sua assunzione contrasta l'invecchiamento grazie a un suo componente che agisce sul processo delle cellule neuronali. 

A scoprirlo è una gruppo di studiosi del Cnr e dell'Università della Tuscia, che hanno osservato l'azione dell'idrossitirosolo, presente in abbondanza nell'alimento. Oltre al suo effetto benefico antiossidante e nella protezione delle cellule, questo componente stimola la produzione dei neuroni, detto neurogenesi

I neuroni vengono generati nell'ippocampo a partire dalle cellule staminali, ma la produzione vede un progressivo rallentamento con l'invecchiamento. La riduzione di cellule neuronali e staminali causa una conseguente riduzione della memoria episodica. 

L'idrossitolo contenuto nell'olio di oliva rallenta il processo di invecchiamento dei neuroni. Lo studio, firmato da Giorgio D'Andrea, Manuela Ceccarelli e Giorgio d'Andrea (Cbr- Ibbc), sotto la guida di Felice Tirone, è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Faseb.

“L’assunzione orale di idrossitisolo per un mese conserva in vita i nuovi neuroni prodotti durante tale periodo, sia nell’adulto che ancor più nell’anziano, nel quale stimola anche la proliferazione delle cellule staminali, dalle quali vengono generati i neuroni”, spiega Tirone. “Inoltre l’idrossitirosolo, grazie alla sua attività antiossidante, riesce a ‘ripulire’ le cellule nervose, perché porta anche ad una riduzione di alcuni marcatori dell’invecchiamento come le lipofuscine, che sono accumuli di detriti nelle cellule neuronali”.

“Abbiamo poi verificato, grazie ad un marcatore di attività neuronale (c-fos), che i nuovi neuroni prodotti in eccesso nell’anziano vengono effettivamente inseriti nei circuiti neuronali, indicando così che l’effetto dell’idrossitirosolo si traduce in un aumento di funzionalità dell’ippocampo”, prosegue Micheli. “La dose assunta quotidianamente durante la sperimentazione equivale alle dosi che un uomo potrebbe assumere con una dieta arricchita e/o con integratori (circa 500 mg/die per persona). Comunque l’assunzione di idrossitirosolo avrebbe un’efficacia anche maggiore se avvenisse mediante consumo di un cibo funzionale quale è l’olio di oliva”.

Quindi, in base a quanto dimostrato dalla ricerca, oltre alla mela al giorno, bisognerà assumere un cucchiaio di olio di oliva extravergine per mantenere le funzionalità cerebrali attive durante la maggiore età. 

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